Lo scorso 20 aprile, il dj e producer svedese Avicii è stato trovato morto nella sua stanza d’hotel a Muscat, nell’Oman, dove si trovava con alcuni amici. In un primo comunicato, la famiglia aveva avuto modo di ringraziare tutti i fan per i messaggi di sostegno ricevuti, ma oggi – come riportato da Reuters – ha diffuso un nuovo comunicato nel quale si allude per la prima volta alle cause della morte di Avicii, fino ad ora ufficialmente sconosciute. «Era davvero oppresso da certi pensieri sulla vita, sul suo significato e sulla felicità – si legge – non poteva andare avanti ancora per molto. Voleva trovare pace».
Negli ultimi anni il dj era stato più volte operato per alcune complicazioni all’apparato digerente, in particolare al pancreas (dovute in parte all’eccessivo uso di alcol), mentre nel 2016 aveva deciso di abbandonare l’attività live proprio per non doversi sottoporre ai forti stress da concerto che, negli anni, lo avevano logorato. Alla notizia della morte, in molti nel mondo della musica hanno omaggiato Avicii attraverso messaggi diffusi sui social network.
Il dj stava lavorando al suo terzo album, seguito dell’AVĪCI (01) EP dello scorso agosto e dei lavori lunghi True e Stories.