Bat For Lashes: “Con “Lost Girls” mi riconnetto ai miei impulsi più profondi”

Bat For Lashes sul nuovo album in uscita domani.

Intervistata dalla BBC, Natasha Khan – alias Bat For Lashes – ha parlato del suo nuovo album, Lost Girls, che sta per vedere la luce. Ma quello che uscirà venerdì 6 settembre poteva non essere un disco bensì un film, poichè il piano iniziale dell’artista britannica era quello di realizzare la sceneggiatura per un lungometraggio. Ne aveva già iniziato la stesura ma le cose sono cambiate in corso d’opera, perchè – come disse una volta il regista e sceneggiatore Richard Curtis (creatore, tra le altre cose, del personaggio di Mr. Bean) «la differenza tra avere una buona idea per un film e realizzare un film è come quella tra mettere gli occhi su una bella ragazza a una festa ed essere presente in sala parto quando sta per dare alla luce il tuo terzo figlio…E’ un viaggio molto lungo». Pertanto, quella che ascolteremo a partire da domani possiamo pensarla come la colonna sonora di un film solo immaginato.

Le “lost girls” del titolo altro non sono che le protagoniste di quel plot abbozzato dalla Khan, «una banda di cattive ragazze – ha spiegato lei nell’intervista rilasciata alla testata inglese – che sembrano vampire ma che poi si rivelano delle streghe supreme che sfruttano il potere della natura per portare il bene nel mondo». La pellicola, nelle intenzioni iniziali, era fortemente ispirata ai film per ragazzi degli anni ’80, da I Goonies a ET, a Karate Kid, un immaginario saldamente impresso nella mente di Bat For Lashes e rispolverato anche in virtù del suo recente trasferimento a Los Angeles: «Guidare lungo la costa e vedere tutti quei pini, quei tramonti, quegli strani vecchi pontili e quei parchi a tema abbandonati mi ha fatto sentire come se stessi vivendo nel posto in cui sarebbe potuto atterrare ET in qualsiasi momento», ha confessato l’artista.

Alla Khan fu chiesto inoltre di scrivere una canzone per la serie TV horror tratta dalle storie di Stephen King, Castle Rock. «Volevano che fosse musica fatta adesso ma che suonasse come proveniente dagli anni ’80», ha ricordato la musicista. Il risultato fu Kids In The Dark, brillante ballata ai synth che rievoca Time After Time di Cindy Lauper avvinghiata a Take My Breath Away dei Berlin. «Mi sono detta: “Oh mio Dio, suona come tutta la mia musica preferita”».

Come detto, molto presto la sceneggiatura alla quale la compositrice natia di Londra stava lavorando è diventata una colonna sonora, poichè – ha spiegato lei in un’altra intervista concessa il mese scorso al Guardian – «la musica veniva fuori più velocemente delle idee per il film». Il tutto, però, sempre con lo spirito di attingere a piene mani alle stesse fantasie 80s: «Ho rivisto film come Ragazzi perduti, ET, I Goonies, Karate Kid – ha spiegato la cantante – ma anche Miriam si sveglia a mezzanotte e un sacco di film horror del periodo».

Sul lato musicale, invece, «io e Charles (Scott IV, il produttore del disco, ndSA) siamo andati a risentirci i suoni di chitarra usati dai Cure all’epoca, così come le drum machine di Robert Palmer e i synth di Peter Gabriel. L’intenzione non era di copiarli ma di trarne l’ispirazione per realizzare le nostre versioni di quelle cose». Bat For Lashes-anni ’80 è un binomio sempre presente nella discografia dell’artista, lei che sulla copertina del suo singolo del 2009, Daniel, appariva a torso nudo su una spiaggia, con in bella vista sulla schiena un grosso tatuaggio del volto di Ralph Macchio/Karate Kid.

Lost Girls è di certo molto lontano dai tetri tormenti del precedente album, The Bride, un concept che narrava la storia di una sposa il cui promesso marito muore nel giorno del loro matrimonio: «Questo disco è sicuramente molto più giocoso e ironico, aspetti che di certo fanno parte di me: adoro ballare, amo ridere, mi piacciono le storie d’amore, la musica, ma non avevo mai spinto così tanto su questi aspetti».

La Khan ha raccontato anche di aver testato il lavoro con le sue amiche per saggiarne la “danceability («Se ballano, vuol dire che va bene», ha scherzato), ma non sarebbe stato un album di Bat For Lashes senza un filo narrativo a legare il tutto e senza un significato generale: «La metafora della storia è che per vivere e amare nel mondo ordinario, ognuno di noi deve tornare a immergersi nel suo inconscio e riconnettersi agli elementi della sua psiche che potrebbe aver abbandonato o lasciato in disparte». Insomma, è il «superficiale» e «sovrastimolante» mondo moderno a farci nascondere le nostre inquietudini invece che sviscerarle con i nostri amici e la nostra famiglia. E le nuove tecnologie, a volte, possono essere un ostacolo ai rapporti: «Non potrei scrivere una canzone con il mio telefono lì vicino, non posso neanche pensarci, a una cosa del genere. Come si possono stabilire legami e conversazioni con i nostri familiari in quel modo lì?». Il discorso però si allarga alla società: «Se come comunità non esploriamo la parte oscura, o comunque rimasta nell’ombra, finisce che si ottengono proiezioni su scala mondiale di tali ansie e paure, e mi riferisco alla politica pazza e alla demonizzazione di gruppi di persone, cose che generano una visione del mondo polarizzante, in bianco e nero, che io ritengo pericolosa». Quindi è necessario riconnettersi alla tradizione, ai vecchi rituali che tengono insieme la comunità: «Le persone che conosco sono affamate di comunità e di quei rituali che abbiamo perso: i cicli e le tradizioni pagane che ci tengono legati al processo di vita e morte. Non esistono posti per il culto o dove ritrovarsi insieme che non siano pub o festival, o comunque luoghi dove c’è sempre un sacco da bere e la gente sembra persa e sola». E quindi si torna alla musica e ai film, che per Bat For Lashes sono sempre stati il modo per ricollegarsi ai suoi impulsi più oscuri: «Mi hanno sempre spinto giù per quelle profondità, probabilmente anche più del necessario, ma mi hanno permesso di restare in equilibrio tra il perdermi troppo nella realtà e il farlo troppo nella fantasia».

Lost Girls è il quinto album in studio di Bat for Lashes, disponibile – come detto – dal 6 settembre 2019 (via AWAL) a ben tre anni di distanza dal precedente The Bride. Composto da 10 tracce e anticipato dal lead single Kids in the Dark e dai brani Jasmine, The Hunger, Feel For You e Desert Man (in streaming via playlist Spotify che trovate in questa pagina), l’album è ispirato alla città di Los Angeles, dove è stato registrato, all’esperienza di crescere negli anni Ottanta e a un immaginario vampire movie sempre basato sul decennio edonista che è stata l’ossessione dell’artista da quando, nel 2016, ha lasciato la Gran Bretagna assecondando il sogno di diventare regista.

Tracklist
  • 1 Kids in the Dark
  • 2 The Hunger
  • 3 Feel For You
  • 4 Desert Man
  • 5 Jasmine
  • 6 Vampires
  • 7 So Good
  • 8 Safe Tonight
  • 9 Peach Sky
  • 10 Mountains
Bat For Lashes
Lost Girls

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