Björk racconta a Pitchfork di “Vulnicura” e della separazione da Matthew Barney

In un’intervista esclusiva concessa al portale Pitchfork intitolata “The Invisible Woman”, Björk racconta la difficile genesi del suo nuovo album, Vulnicura, pubblicato con due mesi di anticipo su iTunes dopo che un leak apparso in rete domenica scorsa aveva drasticamente obbligato il suo staff a ripensare la strategia di promozione del disco. L’interessante conversazione con Jessica Hopper svela cosa è accaduto all’artista, umanamente e psicologicamente, durante la gestazione dell’album e di come i testi, mai così autobiografici, parlino della crisi – e della conseguente separazione – dal partner di lunga data, l’artista Matthew Barney.

«Biophilia parlava dell’Universo… …e di come le donne siano il collante tra moltissime cose, per capirlo ho dovuto viaggiare tra i sistemi solari… …quest’album invece è più una cosa tradizionale basata sul songwriting. Quando ho iniziato a scrivere ho pensato che fosse troppo noioso e prevedibile. Ma poi le cose accadono e non ci puoi fare nulla… …quest’album è stato una grossa sorpresa per me, è come un diario… …all’inizio non avevo nulla, ed è stata la cosa più dolorosa che abbia mai provato nella mia vita… …ho iniziato a scrivere delle parti per archi e sono diventata una sorta di nerd della scrittura… …ma il disco non doveva suonare futuristico, doveva pur sempre basarsi sul songwriting».

Protagonisti di Vulnicura sono pertanto tre persone, la coppia e il loro figlio, con la musica a rappresentare l’unica cura, al singolare, per la protagonista, e la tracklist a documentare, tra i suoi temi portanti, la lotta per tenere unita una famiglia che inevitabilmente si spezza.

Durante l’intervista, la cui versione integrale è disponibile soltanto sul cartaceo The Pitchfork Review (in uscita alla fine di febbraio), la cantante islandese ha parlato anche di femminismo e dell’amore per un trittico di cantanti formato da Chaka Khan, Joni Mitchell e Kate Bush. Un’altro tema importante ha riguardato il sodalizio artistico con Alejandro Ghersi, ovvero Arca, suo grandissimo fan oltre che capace producer, nondimeno la persona giusta al momento giusto.

«Quando è venuto a trovarmi in Islanda ci siamo divertiti tantissimo. E’ la persona più buffa e generosa che abbia mai conosciuto. Far musica con lui è stato un totale contrasto: ci siamo divertiti suonando sul più triste degli argomenti»

Il disco, di fatto, ha coinvolto soltanto i due artisti più Haxan Cloak, che lo ha missato («Alejandro conosceva le mie canzoni meglio di me, all’inizio ero un po’ sulle mie, non mi trovo a mio agio con i fan… …poi sono diventata una sorta di insegnante con lui… …gli descrivevo i beat e lui li eseguiva… …mi sono seduta accanto a lui per settimane e abbiamo fatto il disco. Non mi era mai capitato prima, è come quando due persone agli antipodi s’incontrano e hanno così tanto da insegnare l’uno all’altra»).

Per quando riguarda l’esecuzione live, Björk parla delle prime date, dove sarà accompagnata da Ghersi e da un’orchestra di 15 elementi, tra cui 5 violini, 5 viole e 5 violoncelli («per avere un impatto il più dark possibile»). La prima è alla Carnegie Hall, dove la musicista non ha mai suonato.

22 Gennaio 2015 di Edoardo Bridda
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Vulnicura
Mar
17
2015

Björk

Vulnicura

  • Stonemilker
  • Lionsong
  • History of Touches
  • Black Lake
  • Family
  • Notget
  • Atom Dance (feat. Antony)
  • Mouth Mantra
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