Cannes 2016. “The Neon Demon”, il fascino grottesco dell’eccitazione

Pochi film sono stati capaci di polarizzare la completa attenzione su di sé, è quanto accaduto all’ultimo atteso film di Nicolas Winding Refn: "The Neon Demon"

Pochi film sono stati capaci di polarizzare la completa attenzione su di sé come l’ultima attesa pellicola di Nicolas Winding Refn in concorso alla 69ª edizione del Festival di Cannes, ovvero il teen horror The Neon Demon.

Protagonista della pellcola è Elle Fanning, che interpreta un’adolescente pronta a tutto pur di arrivare al successo nel mondo della moda, per poi capire che tutto ciò che la circonda le si rivolterà contro come in un incubo senza più uscita. Il regista danese ha voluto iniziare la canonica conferenza stampa parlando proprio della sua protagonista femminile e suo alter ego (per sua stessa ammissione) nel film: «Ha trasformato in realtà il mio desiderio di essere una sedicenne, che credo ogni uomo abbia dentro di sé». Per la Fanning, d’altro canto, questo è stato il ruolo più impegnativo in carriera finora, e sicuramente anche il più dark: «È stato difficile interpretare questo personaggio così tenebroso, essendo io una persona molto solare e felice. Credo, però, che ognuno di noi abbia un lato buono e uno cattivo, ed è stato divertente esplorare quel lato di me; un lato che conduce il personaggio al narcisismo completo».

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La pellicola, come ormai consuetudine per le opere del regista di Drive e Only God Forgives, ha spaccato letteralmente in due la critica presente al festival, tra chi ha applaudito a scena aperta e chi, invece, non ha risparmiato dei sonori fischi a fini proiezione. Refn, quindi, ha preferito adottare un atteggiamento ermetico nei confronti delle domande dei giornalisti: «Questa è la cultura giovane. Si può prendere o lasciare, ma non negarla. La reazione è l’essenza dell’esperienza. Integrità, senza prigionieri, senza compromessi». Proprio nel film un famoso fashion design afferma: “La bellezza non è tutto. È l’unica cosa che conta”, esplicitando la critica basilare dell’intero progetto. «Si tratta di un aforisma che al solo pensiero crea fastidio. C’è qualcosa di terrificante nell’ipotesi che il mondo possa essere solo bellezza, ma se ci si guarda intorno, questa ossessione è cresciuta a dismisura». L’intento primario del regista, come rivela, è sempre stato quello di produrre un film il quanto più possibile ancorato alla realtà, in maniera tale da scatenare le più disparate reazioni nello spettatore: «L’istinto del film è quello di penetrare le menti e lasciarsi assorbire lentamente, qualsiasi cosa tu stia pensando in quel momento. Questa è l’essenza della creatività».

The Neon Demon uscirà nelle sale italiane il prossimo 8 giugno grazie all’intercessione di Midnight Factory.

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