I concerti al tempo della pandemia: nasce il progetto “deLIVEry – arts, food and drink at home”

E se il futuro dei concerti virtuali fosse "ingresso con consumazione obbligatoria"?

L’abbiamo visto con il concerto del Primo Maggio (ma anche con molte altre performance in rete, da quella per la Giornata mondiale della Terra al megaevento One World: #TogetherAtHome organizzato da Lady Gaga) come la musica dal vivo ai tempi del Coronavirus sia cambiata. Se temporaneamente o per sempre è presto per dirlo, ma qualcosa si sta muovendo per ridefinire tempi e modi di accesso ai contenuti live in un momento in cui non è dato sapere quanto durerà ancora l’emergenza e quando live club e festival potranno ricominciare a ospitare i concerti e gli spettacoli dal vivo.

È in questo contesto che Off Topic e Latteria Molloy, con la produzione di The Goodness Factory, lanciano deLIVEry – arts, food and drink at home: in pratica i concerti non saranno registrati nei locali a porte chiuse senza pubblico, ma saranno delle performance già registrate che ogni artista mette a disposizione, i video possono essere registrati ovunque (a casa loro, in studio ecc) e gli utenti da casa possono connettersi nel giorno e nell’orario convenuto per assistere all’esibizione. Il locale – e l’artista, che percepirà una percentuale – ci guadagnano in quanto la formula per assistere allo show è il classico “ingresso gratuito con consumazione obbligatoria”, con il locale mette a disposizione un servizio di consegna a casa di ristorante/bistrò. Quindi avremo musica, cibo e bevande tutto insieme, restando comodamente seduti sul divano di casa.

«Con deLIVEry – arts, food and drink at home – spiega la nota stampa degli organizzatori – i live club si dividono in circuiti da 5. Ogni circuito trasmette on demand un contenuto creato ad hoc da un artista.  Chi è il pubblico? Chiunque, nel giorno dello show, abbia effettuato l’ordine food&drink avrà accesso ad un codice univoco, utilizzabile per un solo dispositivo. Lo stesso contenuto, successivamente, potrà essere disponibile per gli altri circuiti di deLIVEry – arts, food and drink at home  sempre con le stesse modalità».

«Sarà dunque possibile far ripartire i tour – prosegue la nota – A viaggiare non saranno gli artisti, ma i contenuti. deLIVEry offre l’opportunità a tutti gli spazi di musica dal vivo di continuare a veicolare cultura rimettendo in moto la propria attività economica, rispettando il proprio ruolo di aggregatori sociali e mantenendo il rapporto con la propria community. Questa pandemia ha visto il proliferare di contenuti gratuiti e non selezionati sui social network.

Gli artisti non sono quasi mai stati retribuiti per le loro perfomance, né hanno visto riconosciuti i loro diritti inalienabili (come il diritto d’autore non riconosciuto da molti social network). L’idea di deLIVEry – arts, food and drink at home nasce proprio con l’obiettivo di riaffermare la necessità della qualità dei contenuti, ripristinandone il valore economico e riattivando la filiera musicale. L’artista si vedrà infatti riconosciuta una percentuale concordata sull’incasso che ciascun locale otterrà dalla vendita dei box delivery (il cui prezzo non sarà maggiorato per il servizio offerto). La trasmissione del contenuto viene fissata in un appuntamento unico, promosso dai club e dall’artista tramite attività social e di ufficio stampa su media e stampa locali di ciascun territorio così come avviene per i concerti veri e propri, mantenendo pertanto attivi anche gli uffici stampa e digital di promozione live. Il contenuto – di proprietà dell’artista (o degli aventi diritto) – non resta disponibile online ma è “acquisito” di volta in volta dai diversi circuiti di deLIVEry con la possibilità di realizzare un vero e proprio “tour virtuale”. Di settimana in settimana il concerto sarà fruibile da un pubblico diverso con l’opportunità di coprire tutto il territorio nazionale grazie ai live club aderenti all’iniziativa.

deLIVEry – arts, food and drink at home rappresenta quindi una parziale riattivazione della filiera musicale: tornano nei loro ruoli e nel riconoscimento economico, oltre agli  artisti e ai live club, le agenzie di booking, che potranno riprendere il proprio lavoro di relazione con i club, i management, le etichette discografiche e gli editori come detentori di diritti connessi. Il circuito di deLIVEry – arts, food and drink at home potrebbe costituire di fatto una risposta anche per i festival estivi o autunnali che si terranno con capienze ridotte. Laddove il pubblico non potrà essere numeroso davanti ad un palco reale verrà compromessa la sostenibilità economica per gli organizzatori.

Cosa succederebbe se grazie all’acquisto di un box deLIVEry fosse possibile sintonizzarsi in migliaia da tutta Italia? L’organizzatore potrebbe partecipare ai guadagni grazie alla diffusione del suo contenuto tramite il circuito di deLIVEry e migliaia di persone in più potrebbero assistere virtualmente al festival, sostenendo così il circuito della musica dal vivo».

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