Uno dei momenti immediatamente successivi alla strage di Corinaldo

Tragedia di Corinaldo: le motivazioni delle condanne per la “banda dello spray”

A Corinaldo agirono «professionisti della tecnica predatoria». Così le motivazioni della sentenza per la strage alla Lanterna Azzurra.

«Professionisti della tecnica predatoria» e «criminali seriali dotati di elevata professionalità». Sono stati descritti così, nelle motivazioni della sentenza emessa lo scorso luglio, i componenti della banda di giovani che la notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 provocarono la morte di 6 persone nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. La “banda dello spray”, secondo una tecnica consolidata che ora il gup di Ancona, Paola Moscaroli, ha spiegato nelle motivazioni appena depositate e riportate dalla stampa locale, entrò in azione nel locale marchigiano spruzzando nell’aria una sostanza urticante al fine di creare confusione e approfittarne per rapinare i presenti di collanine e braccialetti.

I sei, descritti anche come «in possesso di una strategia operativa consolidata dalla reiterazione delle condotte», la scorsa estate avevano ricevuto condanne tra i 10 e i 12 anni di carcere. Tra i capi d’imputazione riconosciuti c’erano omicidio preterintenzionale, lesioni personali, furto e rapina, ma non l’associazione a delinquere. Amaro il commento alle motivazioni del fratello di Benedetta Vitali, la quindicenne di Fano tra le vittime della strage, riportato dalla testata marchigiana Centropagina: «Non mi hanno portato via solo mia sorella, ma hanno devastato anche la mia famiglia: ancora non mi rassegno alla sentenza emessa, pene che non rendono giustizia».

Nel locale in provincia del capoluogo marchigiano il pubblico stava attendendo una breve comparsata del trapper Sfera Ebbasta che, oltre la mezzanotte, si stava ancora esibendo, a 120 chilometri di distanza, all’Altromondo di Rimini per via di un doppio booking. Durante il lungo periodo d’attesa la gang provocò un fuggi fuggi generale che portò al crollo di una balaustra laterale posta su uno scivolo di un’uscita posteriore il quale, a sua volta, causò la morte per schiacciamento di sei persone tra cui 5 adolescenti e una donna di 39 anni, oltre al ferimento di decine di altre per la calca che si era venuta a creare all’interno.

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