Negli Stati Uniti il sostegno del governo al settore della musica indipendente è già realtà. Qualche giorno fa vi avevamo dato notizia dell’appello lanciato dal MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) a mezzo della sua organizzazione interna Audiocoop per aiuti al settore emergenti. Ora, l’associazione americana A2IM, che per capirci è l’omologa del MEI negli Stati Uniti rappresentando i produttori indipendenti americani, ha inviato una lettera di ringraziamento alla stessa Audiocoop e al suo presidente Giordano Sangiorgi per l’aiuto nella sua battaglia che ha portato il governo americano ad allargare i cordoni dei finanziamenti anche ai musicisti emergenti.
Nella missiva, che è stata pubblicata sul sito del MEI, l’organizzazione USA afferma che «grazie alla campagna di supporto mondiale, sono stati ottenuti dal congresso americano, all’unanimità, assistenze in contanti, ampliamento dei finanziamenti per l’ammissibilità all’assicurazione contro la disoccupazione, un programma di protezione dello stipendio degli operatori del settore, e altri interventi». Questo perchè – si legge sempre nel testo firmato dal presidente e AD Richard James Burgess – «negli ultimi giorni, rappresentanti e senatori hanno ricevuto migliaia di lettere dalla nostra comunità che li spingono a includere i creatori di musica nel pacchetto di stimolo COVID-19».
In sostanza, il parlamento USA ha incluso «disposizioni nel disegno di legge che aiuteranno musicisti indipendenti, imprenditori individuali, imprenditori indipendenti e piccole imprese nella comunità musicale indipendente durante questi tempi incerti», e l’ha fatto «ampliando i requisiti di ammissibilità per i programmi di assistenza (il nuovo CARES Act firmato pochi giorni fa da Trump, ndSA), mettendoli alla portata di tutti nella comunità musicale».
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Il MEI sostiene – come scrive sul suo profilo Instagram – che «adesso, dopo gli USA le nostre imprese devono essere inserite negli interventi dell’Unione Europea e del governo italiano per la lotta al Coronavirus».
Ricordiamo che, a livello nazionale, è di qualche giorno fa l’appello di Assomusica riguardante le perdite nel settore dei concerti, con una cifra stimata di 40 milioni di danni. Ma l’emergenza Coronavirus è mondiale e oltre ai tour e ai festival cancellati o posticipati (ultimo in ordine di tempo, il Primavera Sound, spostato ad agosto), c’è stato l’annullamento anche di parecchie uscite discografiche.