La prima fase del test tenutosi a Barcellona per riprendere con i concerti in sicurezza, test del quale vi avevamo parlato qualche giorno fa, si è concluso. Ricordate? Sabato scorso il teatro Apolo del capoluogo catalano aveva riaperto i battenti per permettere a qualche centinaio di spettatori di assistere a un concerto appositamente organizzato dalla fondazione Fight AIDS insieme agli organizzatori del Primavera Sound Festival. Il tutto, per verificare la reale quantità di eventuali contagi in un contesto caratterizzato da assenza di distanziamento tra le persone e dopo che gli stessi spettatori si erano sottoposti a un test rapido all’ingresso.
Ora, la stampa spagnola riporta che il primo step dell’esperimento è andato in porto con successo: «1.042 persone hanno partecipato allo studio – si legge su La Mondo, una delle principali riviste spagnole dedicate alla musica alternativa – Dopo essersi sottoposte a un test antigenico che ha dato la riposta in quindici minuti è stato permesso a 500 di loro, se negativi al Coronavirus secondo il controllo rapido, di accedere alla sala. Per quanto riguarda la parte organizzativa e partecipativa, si è trattato di un successo». «Adesso – continua la nota diramata dagli organizzatori – tutte le persone coinvolte dovranno effettuare un secondo tampone di controllo, dopo quello fatto la mattina stessa dell’evento, il prossimo 20 dicembre, e i risultati definitivi dell’esperimento saranno resi noti a gennaio».
Di recente vi abbiamo riportato come siano allo studio sistemi che permettano di accedere a spettacoli ed eventi solo a coloro che siano stati vaccinati o che siano risultati negativi al Coronavirus nelle ultime 72 ore. La stessa Ticketmaster ha da poco lanciato SmartEvent, una nuova tecnologia applicata ai live show che utilizza speciali algoritmi per calcolare la sicurezza offerta dall’evento in fatto di distanziamenti ed entrate scaglionate degli spettatori. Tutto questo, mentre impazza il dibattito sul fatto se siano o meno sicuri i concerti così come si vorrebbe organizzarli, mentre siamo ancora nel pieno della pandemia. Ma ricordiamo anche che, qualche mese fa, uno studio ha mostrato come sia possibile organizzare spettacoli indoor rispettando tutte le norme del caso, anche se la pratica sembra cozzare contro la teoria.