Live, festival, canto in coro
Live, festival, concerti by Roger Harris/Unsplash

Coronavirus. In futuro potremmo dover essere stati vaccinati per accedere ai concerti

Post pandemia: ai concerti solo se si sarà fatto il vaccino (o se negativi)? Forse sì.

Mentre i musicisti fremono per tornare a fare concerti dal vivo, e Lars Ulrich dei Metallica puntualizza che presumibilmente la faccenda non richiederà meno di un anno, le società facenti parte dell’industria musicale – e non solo – stanno approntando le misure per il ritorno alla normalità. Tra queste, fa discutere quella annunciata dalla società di vendita e distribuzione di biglietti Ticketmaster, secondo la quale in futuro, ai titolari dei tagliandi per gli show potrebbe essere richiesta la documentazione di avvenuta vaccinazione al Coronavirus (una volta che sarà disponibile il vaccino, ovvio), oppure il certificato di negatività al virus nelle 24 o 72 ore precedenti l’accesso agli spazi che ospitano gli spettacoli.

Per ora – è bene precisarlo – si tratta solo di uno strumento sul tavolo e non di un obbligo per gli organizzatori, come ha tenuto a specificare il presidente di Ticketmaster.

Stiamo già vedendo molti fornitori di assistenza sanitaria di terze parti prepararsi a gestire il controllo – che si tratti di ottenere un vaccino, fare un test o altri metodi di revisione e approvazione – che potrebbe essere collegato a un sistema di biglietti digitali in modo che ogni persona che accede a un evento sia verificata». «Il nostro obiettivo – ha aggiunto il manager – è di garantire ai fan flessibilità e opzioni sufficienti per tornare a vivere gli eventi, e lavorare per integrare nei nostri sistemi di ticketing digitale le migliori soluzioni basate sul dare il via libera agli operatori e ai clienti
Mark Yovich

Ripetiamo, per ora l’idea non è pensata come un obbligo per chi organizza i concerti. L’azienda americana ha tenuto a precisare che sta sì pensando di mettere in campo questa soluzione, ma sarà un’opzione a disposizione degli organizzatori, non qualcosa di imposto dalla stessa Ticketmaster. Ma se l’organizzatore decide di utilizzarla, cosa succede al fan che si presenta senza credenziali sanitarie? Semplice, non sarà ammesso nella venue, anche se la sua privacy sarà comunque rispettata. Ticketmaster non accederà alle nostre informazioni sanitarie ma riceverà dal sistema solo il permesso, o meno, di farci assistere all’evento, come spiega il New Musical Express, che riporta anche una dichiarazione di Marianne Herman, co-fondatrice di reBUILD20, azienda che lavora a soluzioni per le future riaperture nel post pandemia: «Assistere agli eventi dal vivo sarà totalmente differente, ma l’innovazione unita a un’implementazione coerente fornirà una base per riportare al lavoro l’industria degli eventi e dello sport dal vivo».

La notizia del nuovo sistema in cantiere ai piani alti di Ticketmaster arriva a una settimana dal lancio, da parte della stessa compagnia, di SmartEvent una nuova tecnologia applicata ai live show che utilizza speciali algoritmi per calcolare la sicurezza offerta dall’evento in fatto di distanziamenti ed entrate scaglionate degli spettatori. Tutto questo, mentre impazza il dibattito sul fatto se siano o meno sicuri i concerti così come si vorrebbe organizzarli, mentre siamo ancora nel pieno della pandemia e senza ancora un vaccino. Di recente, uno studio ha mostrato come sia possibile organizzare spettacoli indoor rispettando tutte le norme del caso, anche se la pratica sembra cozzare contro la teoria.

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