Dopo i tiepidi incassi registrati negli Stati Uniti e il fallimento al box office asiatico, Blade Runner 2049, sequel del cult di Ridley Scott del 1982, rischia di non riuscire a recuperare i costi di produzione. La pellicola, prodotta dalla Alcon Entertainment e diretta da Denis Villeneuve, è costata – secondo i dati riportati da Hollywood Reporter – 155 milioni di dollari (al netto di marketing e altre spese) e avrebbe dovuto guadagnarne almeno 400 per rispettare la pianificazione economica. Con un incasso, al 5 novembre, di circa 240 milioni di dollari, e con la Sony a recuperare per prima – come da accordi pregressi – i suoi 110 milioni investiti, Alcon e i suoi investitori si troverebbero a fronteggiare una perdita complessiva stimata attorno agli 80 milioni.
La storia in un certo senso si ripete: al botteghino gli incassi del primo Blade Runner furono anche più risicati, con la pellicola a incassare meno di 33 milioni a fronte di un costo di produzione di 28. Similmente, Blade Runner 2049, visto il successo di critica (88% di giudizi positivi su Rotten Tomatoes), potrà senz’altro aspirare a un culto postumo ma ad oggi è decisamente fuori discussione l’ipotesi di un franchise.
Su SA potete leggere la positiva recensione di Davide Cantire.
