In una nuova intervista su Beats 1, moderata da Lars Ulrich dei Metallica, Dave Grohl ha rivelato di aver cambiato i suoi ambiziosi piani di registrazione per il nuovo album dei Foo Fighters a causa di PJ Harvey. Grohl ha spiegato di aver prenotato una notte all’Hollywood Bowl per una sessione di registrazione sul palco («dotato di cabine isolate acusticamente, una cabina di controllo e tutto l’armamentario necessario»). I piani erano quelli di registrare tutto il nuovo album dal vivo di fronte a una folla di 20mila persone. «A un tratto, circa otto mesi dopo quest’idea, PJ Harvey ha fatto una cosa molto simile dove lei mette a punto queste registrazioni – penso si trattasse di un’installazione in un museo d’arte dove potevi entrare e vedere con i tuoi occhi – ha aggiunto Grohl – E io ero tipo, “questo sì che è parecchio simile. Ora non posso assolutamente fare la mia”».
Grohl, nell’intervista, si riferisce al processo di registrazione per The Hope Six Demolition Project. L’album, infatti, è stato realizzato in sessioni che hanno preso la forma di un’installazione artistica presso la Somerset House di Londra, chiamate Recording in Progress. Nel 2014 Grohl ricordò come i due rimanenti membri dei Nirvana avessero chiesto alla Harvey di unirsi a loro nell’esibizione per l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame della band, non riuscendo a convincerla. «Kurt adorava PJ Harvey. Abbiamo sempre immaginato di suonare insieme a lei la nostra Milk It, da In Utero».
Su SA potete leggere i dettagli sul nuovo album dei Foo Fighters, Concrete and Gold, in arrivo il prossimo venerdì. Per ascoltare l’intervista nella sua interezza, vi rimandiamo al sito ufficiale. Inoltre, potete leggere il corposo monografico su PJ Harvey, redatto da Stefano Solventi.
https://www.youtube.com/watch?v=WJCGBHPz9YU
