Jazz Is Dead 2019, quando la sperimentazione funziona e affascina

foto gentilmente concesse dall’ufficio stampa dell’evento

Tre giorni di sperimentazioni e divagazioni, tra ritmi e assoli, droni e atmosfere. Jazz Is Dead! conferma, dopo la terza edizione, la vena creativa e coraggiosa di un festival che non celebra la morte del jazz, anzi ne esalta la sua anima sperimentale. Evan Parker, uno dei più celebri, radicali e abili sassofonisti, aveva inizialmente mostrato delle riserve nel suonare in un evento che sembrerebbe decretare il funerale del jazz. E, invece – dalle parole di Alessandro Gambo, direttore artistico della rassegna – si è dovuto ricredere quando ha saputo della line-up e del concept alla base dei tre giorni. Quando poi, a sorpresa, domenica sera, il musicista di Bristol è salito sul palco dove si stavano esibendo Thurtson Moore e i Jooklo Duo in una performance ricca di rumore e suggestioni, siamo convinti si sia definitivamente innamorato dell’evento.

Un festival, nato per celebrare tre anni fa i 60 anni dell’Arci, che, nonostante una proposta di nicchia e il weekend monsonico che ha investito Torino dal 24 al 26 maggio scorsi, continua a crescere anche nei numeri: 7.000 sono i passaggi registrati per un pubblico – dichiara una nota stampa – «anagraficamente giovane e cosciente, ma anche esperto e curioso».  «Ciò che è emerso – proseguono gli organizzatori – è stata la bellezza: della entusiastica e appassionata partecipazione e delle straordinarie esecuzioni artistiche. Alcuni esponenti della programmazione 2019 si annoverano tra i Maestri – Lino Capra Vaccina, Evan Parker e i The Necks, altri continuano a ben calzare l’attribuzione iconica dello status symbol – Thurston Moore e i The Winstons, altri ancora hanno segnato, segnano e segneranno la strada della sperimentazione coraggiosa, fatta di distorsioni e virtuosismi – Jooklo Duo, Setoladimaiale Unit, Indianizer e Antonio Raia. Il sogno ha preso forma, con un personalissimo peso specifico». E noi non vediamo l’ora di tornare a sognare il prossimo anno nella suggestiva location dell’ex cimitero di San Pietro in Vincoli.

29 Maggio 2019 di Luigi Lupo
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