Jazz Is Dead 2019

Dal 24 Maggio al 26 Maggio 2019

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Info

Torna per la terza edizione a Torino il Jazz Is Dead, in programma dal 24 al 26 maggio 2019. «La terza edizione di JAZZ IS DEAD! – si legge nel comunicato – si modula ragionando sulle 3 dimensioni: X Y Z. Lungo queste assi dello spazio euclideo, modellizzazione a noi più familiare dello spazio fisico, si muove il ragionamento del direttore Alessandro Gambo, che incentra la sua selezione artistica sullo studio degli stessi, estetizzandone il risultato in campo musicale. Asse X Orizzontale come l’orizzonte che rappresenta la nostra terra, è un tributo, ricercato, ai suoni del mondo. Asse Y Verticale come l’elettronica minimalista, strutturata con progressione ascendente e discendente. Asse Z Profondo come i suoni viscerali, introspettivi, che si insinuano sotto lo sterno, tra la memoria e i futuri possibili.

JAZZ IS DEAD! è libertà: di espressione, di esecuzione, di approccio. L’edizione numero 3 è un invito alla esplorazione di nuovi percorsi musicali, volti al domani, seppur consci delle ferme basi».

La line-up

In JAZZ IS DEAD! 2019 si susseguono nomi di punta della scena impro-noise contemporanea, artisti d’avanguardia del virtuoso movimento strumentista e nuove stelle della etno-psichedelia improvvisata.

I The Necks si presentano come uno standard trio (piano, basso, batteria), la loro esibizione di musica continua non è scritta, non si appoggia a temi e si adegua all’acustica del luogo ospitante, sono stati definiti da Geoff Dyer del New York Times “the greatest trio on earth”. Il sassofono, uno degli strumenti che hanno prepotentemente caratterizzato il timbro del free jazz, è protagonista: lo si ascolterà suonato da Colin Stetson, durante l’anteprima del 4 aprile, presso il Circolo della musica, lo si ritroverà al festival con Antonio Raia, reduce dall’acclamato album Asylum che sta facendo il giro del mondo, lo impugnerà il grande Evan Parker, che per l’occasione si esibirà con l’unità elettro-acustica Setoladimaiale, si farà sentire nella performance afro beat psichedelica dell’ensemble di Al Doum & The Faryds e nel potente rumore, spinto al limite del suono, di Virginia Genta dei Jooklo Duo. Ci si imbatte in nuove evoluzioni del genere, dritti verso i confini più arditi, con l’elettro-kraut dei Tomaga, il minimalismo percussivo dell’artista di culto Lino Capra Vaccina e le influenze psycho-cumbiere degli eclettici Indianizer.

Grazie alla fusione del jazz con un determinato tipo di rock, avremo la possibilità di ascoltare Thurston Moore, voce, chitarra e mente dei Sonic Youth. C’è ancora rock nelle declinazioni prog e virtuose del super trio The Winstons, formato da elementi provenienti da Calibro 35, Afterhours e Pj Harvey, reduci dalla psichedelica esperienza sanremese, della  Superband del “Dopo Festival”, che presentano al festival il nuovissimo disco Smith, molto vicino ai modelli del glam rock tradizionale.

E poi spazio allo spazio, quello musicale, fatto di sovrapposizioni, pattern, note infinite e frequenze basse: si va dalla meditazione sonora di Ariel Kalma ai droni dell’ensemble dei Grams e del duo Enrico Degani – Fabrizio Modonese Palumbo. Non a caso queste formazioni sono programmate durante il Drone Day, giorno di festa della comunità internazionale, volta alla celebrazione del drone e dei suoni sperimentali.

Non mancherà il ballo, che si inserisce con naturalezza nelle performance dal vivo: in programma, i dj set di Luca Lozano, tra i massimi esponenti delle elettronica più ricercata, ma allo stesso tempo ballabile, e di The Maghreban, produttore inglese, a cavallo tra beat, house e influenze etno-jazz.

La solida base degli artisti locali prevede la performance nippo-noise, per giradischi e voce, di Ramona Ponzini, il set giramondo di Vosje, l’elettronica di Emiliano Comollo e del duo Seven Sins. Si riconferma per il secondo anno il dj set dell’atteso gambiano Dj’mbo From Gambia.

La location

La location individuata non è casuale, ma profondamente connessa con l’idea artistica, narrativa e comunicativa del festival. La manifestazione viene celebrata nell’ex Cimitero di San Pietro in Vincoli, uno spazio che unisce suggestione, bellezza e funzionalità.

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