John Lydon, Venice Beach, Los Angeles, California. Foto di Pat Martin/The Observer

John Lydon ribadisce le sue posizioni pro Trump e Brexit in una nuova intervista

Il frontman è ancora fieramente pro Trump e Brexit

Dopo esser stato massacrato di insulti via Twitter per due vecchie foto, John Lydon intervistato via FaceTime da Barbara Ellen del Guardian, ha ribadito le sue posizioni pro Trump, ricordato la sua delicata situazione domestica e fatto un po’ di pubblicità al suo nuovo libro, I Could Be Wrong, I Could Be Right.

Come è noto da una precedente intervista riportata dal NME, l’ex Sex Pistols è badante full time di sua moglie Nora, malata di Alzheimer. «Non mi sono quasi neppure accorto del lockdown», afferma alla giornalista, «io e mia moglie non usciamo spesso, abbiamo amici, ma non siamo proprio degli animali sociali. Non è stata una gran perdita per noi». Il cantante sottolinea, inoltre, quanto la perdita della memoria seguita a un periodo di coma, causato da una meningite spinale durante l’adolescenza, gli tornino utili per comprendere e entrare in relazione con la malattia della compagna settantottenne. Interessante è poi nell’articolo la menzione della Ellen dell’intervento della stessa moglie del canante che, chiamata da Lydon, appare in video accanto al marito scambiando due parole con lei a proposito del suo accento (Nora è tedesca).

Non c’è che dire, è un pezzo piuttosto emozionante quello del Guardian. Il frontman menziona la morte della figlia di lei Ari Up (delle Slits) avvenuta nel 2010 come prodromo della malattia della moglie, raccontando inoltre altri dettagli personali che potete leggere sulle colonne del giornale, oltre che nel sopracitato libro in uscita. In cui si parla anche di politica, naturalmente…

Certo che voterò per Trump
John Lydon

Lydon, che ha votato per Barack Obama e supportato Hillary Clinton, è ora un convinto sostenitore di Trump (con tanto di cappellino MAGA esibito per lo scatto abbinato all’articolo che abbiamo qui riportato), ma per ragioni del tutto economiche. «Sarei stupido a non pensarla così – dice – È l’unica scelta sensata con Biden come opponente. Quell’uomo non è in grado di stare al comando». Inoltre ribadisce il punto di vista precedentemente espresso a favore della Brexit, sottolineando il punto di vista della working class britannica, di cui si sente ancora parte («hanno scelto di non essere comandati da qualche sconosciuto del Continente»). E spiega alla giornalista di aver iniziato a simpatizzare per l’attuale Presidente in carica statunitense per via delle accuse di razzismo rivoltegli all’inizio del mandato («Sono stato accusato di razzismo anch’io, e mi indigna molto quando qualcuno viene [ingiustamente] accusato allo stesso modo»).

Ad ogni modo, se bisogna trovare il coraggio di cambiare idee e posizioni, per Lydon una di queste non è mai stata in discussione, non è mai cambiata, e probabilmente mai cambierà, ed è il suo punto di vista sul «dogma», ovvero il disgusto che prova per qualsiasi forma di religione organizzata, in particolare quella Cattolica, subita durante l’infanzia.

I Could Be Wrong, I Could Be Right è stato pubblicato lo scorso 28 settembre via A Way With Media. Non abbiamo notizie di una traduzione italiana.

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