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Keith Richards, foto per la stampa (2015)

Keith Richards parla di Chuck Berry in un’intervista concessa al Los Angeles Times

In una intervista concessa al Los Angeles Times, Keith Richards dei Rolling Stones ha parlato di Chuck Berry

Tra i vari commenti usciti dopo la morte di Chuck Berry – avvenuta lo scorso 18 marzo – che vi abbiamo riportato qualche giorno fa, c’era anche quello di Keith Richards, uno che non ha mai nascosto il suo debito di riconoscenza nei confronti del chitarrista di Saint Louis e del suo stile musicale. In una intervista concessa al Los Angeles Times, Richards è tornato sull’argomento, ammettendo di aver ascoltato per la prima volta la musica di Chuck Berry in giovanissima età, e di essersi fatto le ossa come chitarrista su brani come Sweet Little Sixteen. Il musicista degli Stones è poi sceso nello specifico, parlando del Berry performer: «Tutto era sincopato e sincronizzato ai movimenti del suo corpo. […] C’era qualcosa di diabolico in quel ritmo e nel modo in cui lo mostrava. Mi ha sempre affascinato».

Il chitarrista ha inoltre ammesso che Chuck Berry ha rappresentato per lui uno dei lasciapassare per conoscere la produzione dell’etichetta blues Chess Records: «Ho conosciuto la Chess grazie a Chuck Berry, ma anche a Muddy Waters. Ho capito che entrambi lavoravano nella stessa stanza [la sede dell’etichetta, ndSA]. In quel periodo le informazioni erano poche e ogni dettaglio era un piccolo tesoro». Interrogato su quale sia il brano degli Stones più in linea con lo stile di Berry, Richards ha risposto: «Spero nessuno. Abbiamo sempre cercato di non suonare come Chuck. Ma in ogni brano che abbiamo scritto si sente la sua influenza».

Il prossimo 16 giugno uscirà l’album postumo Chuck, anticipato dal singolo Big Boys e con i contributi di Tom Morello e Nathaniel Rateliff.

Tracklist

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