L’appuntamento numero #8 di questa nostra serie di Top 10 del 2015 degli addetti ai lavori ha per protagonista, almeno in apparenza, il meno “addetto ai lavori” in senso stretto rispetto ai nomi finora incontrati (e che potete leggere a questo link), dato che la musica non è che uno dei suoi millemila impegni e interessi (lavorativi e non). Arguto conduttore televisivo in grado di rendere interessanti anche i “reality”, speaker radiofonico a briglie sciolte e dal gusto più che vario, giornalista, blogger, irriverente e (auto)ironica icona di questi anni di mezzo, Costantino Della Gherardesca è anche un fine conoscitore di musiche, underground e meno. Lo dimostra questa sua Top 10, varia ed eterogenea com’era lecito aspettarsi e con delle belle sorprese, specie sul finale.
Irma Vep and the Royal House of Boo Hoo Hoo – Disappointment (Golden Lab Records)
Uscito verso la fine del 2014 per l’eccellente Golden Lab Records, disponibile su bandcamp da maggio 2015. Irma Vep è Edwin Stevens, musicista del Galles che però vive e suona a Manchester. Passing Yawns è senza alcun dubbio uno dei miei brani preferiti del 2015.
Indek – FubWerks (da Soundcloud) L’aspettativa che tutto quello che uno ascolti debba essere stampato su vinile, oltretutto in LP, è da gattamorta eterosessuale. Quindi, mentre gli uomini più “autentici” di me ascolteranno i vinili nella Seattle ricreata dalle loro menti, io danzerò ai ritmi di questo mp3 di footwork nella lounge Qatar Airways dei miei sogni.
GAGE – 12 Gauge EP (Platinum Camp) Gage è il Michael Nyman dei caraibi. Sceglie sempre i riddim più scarni e minimali, tra cui Culu Culu Riddim per un’altra sua uscita del 2015: l’ottimo singolo Badda Rider. Se non conoscete l’opera omnia di Gage segnalo i capolavori Throat e Kitty Kat.
Golden Teacher – Sauchiehall Enthrall EP (Golden Teacher) Anche il loro singolo con Dennis Bovell uscito quest’anno era bello. Mi piacciono abbastanza i Golden Teacher, ma amo ancora di più la loro Glasgow. Una città in cui mi trasferirei, se facessero 27 gradi invece di 3.
One Direction – Made in the A.M. (Sony) Sono sempre stato un fan dei One Direction. Laddove gli album dei musicisti elettronici più modaioli non vanno oltre qualche concetto di graphic design e qualche ripescaggio sonoro… le menti dietro questi ragazzi, chiunque siano, hanno studiato la sessualità delle bambine di nove anni e creato immaginari ad hoc. Non so se mi spiego: mentre i musicisti vaporwave si fanno le seghe, questi signori stuprano.
Joanna Newsom – Divers (Drag City) Joanna Newsom ha qualcosa in più rispetto agli altri musicisti che hanno sostituito quello che, prima delle biciclette, veniva chiamato college rock: il talento.
Ashtray Navigations – A Shimmering Replica (VHF) Cheddire, uno dei miei gruppi preferiti, una certezza.
Newham Generals – N To The G’s EP (Dirtee Stank) D Double E e Footsie sono dei veterani del grime, un genere che è riemerso negli ultimi anni, anche se realmente non era mai scomparso. E mi sembra anche giusto il successo, vista la straordinaria immediatezza del grime, che sicuramente deve di più alla cultura giamaicana a Londra che al rap americano.
Graham Lambkin & Michael Pisaro – Schwarze Riesenfalter (Erstwhile)
Un disco abbastanza “conceptual”, in confronto alle mie altre scelte, ed un filino da manicomio criminale abbandonato nei primi del ‘900. Ma sicuramente interessante. Da ascoltare.
Prurient – Cocaine Daughter (Hospital Productions) Scherzo. Detesto Dominick Fernow e la sua musica di merda. In particolar modo mi fa cagare tutta l’estetica goth noise, o quel cazzo che è, trovo che sia un pastiche teatrale ridicolo e completamente privo di autoconsapevolezza. Quindi, in realtà, ho scelto solo 9 album. Ma non potevo perdere l’occasione per parlar male di quella culona convinta.