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Le major discografiche chiedono a Spotify maggiori limitazioni nel servizio di streaming musicale free

Le major discografiche chiedono a Spotify di ridefinire il servizio di streaming musicale free imponendo limiti più stringenti. Dettagli in news

Secondo il Financial Times – notizia riportata da The Verge – alcune grosse major discografiche – tra cui Universal – starebbero facendo pressioni, in fase di rinegoziazione del contratto di utilizzo dei brani musicali, perché Spotify imponga limiti più severi al servizio di streaming musicale gratuito. Lo scopo sarebbe convincere gli utenti a sottoscrivere l’abbonamento a pagamento, così da sostenere un sistema di redistribuzione dei guadagni che attualmente non è ancora del tutto autosufficiente, in termini economici.

A tal proposito, Rolling Stone America riporta le dichiarazioni di Steve Cooper di Warner Music, secondo cui il servizio a pagamento di Spotify dovrebbe essere «meglio differenziato» da quello gratuito. Lo staff di Spotify ha tuttavia sottolineato di non poter fare eccezioni al suo modello free, perché «ogni contenuto presente in un modello non a pagamento, a cui vengono applicate restrizioni, finisce in quelle aree in cui nessuno paga per i contenuti, ovvero la pirateria». Inoltre, lo stesso streaming musicale free rappresenta per l’azienda una piattaforma di lancio per il modello a pagamento.

Staremo a vedere. Certo è che anche lo standard dello streaming musicale gratuito sta cambiando, come dimostra anche il caso di Tidal, piattaforma riservata all’audio ad alta risoluzione che non prevede un profilo free.

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