Migliori album 2020. Classifica e considerazioni di Luca Roncoroni

Uno sguardo sulle principali uscite dell'anno nel mondo hip hop e black in generale.

In un anno abbastanza complesso sotto tutti i punti di vista, ammetto colpevolmente di essermi chiuso in casa anche da un punto di vista strettamente musicale: in questo senso la stragrande maggioranza dei miei ascolti del 2020 ha orbitato principalmente in area hip hop e affini. Per questo motivo, se qui trovate i miei 100 dischi preferiti di quest’anno senza distinzioni di genere, di seguito ho preferito dividere i miei consigli in due categorie distinte: una – di 3o album – per la musica “black” (qualsiasi cosa possa significare oggi questo tag) e una per i 20 dischi “altri” che, pur esulando da quello di cui mi occupo abitualmente su queste pagine, hanno lasciato il segno nel mio 2020 di ascolti.

Annata caratterizzata da due dischi importanti, uno per l’Italia e uno per l’America: il nuovo Run the Jewels è il disco del 2020 per eccellenza, perché affonda le sue radici in contingenze inscindibili come la situazione politica americana alla vigilia delle presidenziali più controverse dai tempi dello scontro Gore-Bush, e i disordini razziali legati al movimento Black Lives Matter. Al di là dei meriti musicali intrinseci – che pure sono enormi – è l’album che più di ogni altro esemplifica il ruolo che può e deve avere l’hip hop oggi in USA (e non solo). In Italia abbiamo invece avuto Bir Tawil di Dargen D’Amico, un disco a sua volta gigantesco per complessità e quantità di layer, un ponte immaginifico che prende qualcosa di molto molto pop e lo avvicina a una decostruzione hh che riporta ai bei tempi della Anticon. Restando in Italia, per una coppia Murubutu + Claver Gold che si conferma in vetta pur aprendosi a qualche concessione più pop, mi sembra doveroso segnalare (oltre ai vari Speranza, Ernia, Nitro e compagnia che troverete un po’ dappertutto) il disco di Pufuleti, stortissimo, surreale e – a modo suo – molto vaporwave, e l’ennesima uscita di qualità del giro MRGA con B Movie di Blo/b e Gionni Gioelli.

Tornando per un attimo in USA invece, oltre a vecchi leoni che sono sempre una garanzia (dal tandem AlchemistFreddie Gibbs al ritorno di Aesop Rock, passando per i misticismi degli Shabazz Palaces e di un riesumato Jay Electronica), il fenomeno principale è stato sicuramente la definitiva esplosione del giro Griselda Records: Westside Gunn, Benny the Butcher e Conway the Machine hanno pubblicato tutti e tre dischi di altissimo livello. Non che facciano nulla di nuovo, sia chiaro; è un rap che guarda inevitabilmente al passato, all’East Coast tipico degli anni ’90, ma lo fa terribilmente bene. 

Capitolo a parte per il Regno Unito, dove sta crescendo una nuova leva – laterale rispetto al “solito” grime – davvero interessante. Giovani come Flohio, Pa Salieu, Arlo Parks, Lord Apex, Little Simz (lei già più affermata), Headie One, M24 e molti altri, ognuno con le sue peculiarità. Per molti di loro uno degli spunti più interessanti è un esibito legame con l’Africa (penso proprio a Pa Salieu) che troviamo declinato in chiave più pop e patinata anche nell’ottimo disco della belga Lous and the Yakuza. Senza dilungarmi oltre, ecco di seguito trenta titoli di musica di area hh (che è quella che più mi compete qui su SA) secondo me imprescindibili di quest’anno, con alcuni inevitabili ex-aequo.

  1. Run the Jewels – RTJ4
  2. Dargen D’Amico – Bir Tawil
  3. Conway the Machine – From King to a GOD, Benny the Butcher – Burden of Proof, Westside Gunn – Pray for Paris
  4. Freddie Gibbs & The Alchemist – Alfredo
  5. Shabazz Palaces – The Don of Diamond Dreams
  6. Pa Salieu – Send Them to Coventry
  7. Aesop Rock – Spirit World Field Guide
  8. Lous & the Yakuza – Gore
  9. Blo/b – B Movie
  10. Mac Miller – Circles
  11. Murubutu & Claver Gold – INFERNUM
  12. Dizzee Rascal – E3 AF
  13. Flohio – No Panic No Pain
  14. Lord Apex – Life Goes On
  15. Pufuleti – Catarsi Aiwa Maxibon
  16. Headie One – GANG
  17. Vic Mensa – V TAPE
  18. Little Simz – Drop 6
  19. Megan Thee Stallion – Good News
  20. Yung Lean – Starz
  21. Speranza – L’Ultimo a Morire
  22. Ernia – Gemelli
  23. Nitro – Garbage
  24. Jay Electronica – A Written Testimony
  25. M24 – Drip N Drill
  26. Metro Boomin & 21 Savage – Savage Mode II
  27. Nas – King’s Desease
  28. Public Enemy – What You Gonna Do When The Grid Goes Down?
  29. Skepta, Chip, Young Adz – Insomnia
  30. Pop Smoke – Shoot for the Stars, Aim for the Moon, Juice WRLD – Legends Never Die

Per quanto riguarda uscite fuori dalla mia comfort-zone, quest’anno ho seguito modalità particolarmente disordinate. Senza quindi voler avanzare nessuna pretesa di oggettività, ecco 20 titoli che mi sono piaciuti parecchio. 

  1. William Basinski – Lamentations
  2. Nubya Garcia – SOURCE
  3. Nicolas Jaar – Cenizas
  4. Shabaka Hutchings & The Ancestors – We Are Sent Here By History
  5. Tunes of Negation – Like The Stars Forever And Ever
  6. The Avalanches – We Will Always Love You
  7. Caribou – Suddenly
  8. Apocalypse Lounge – Apocalypse Lounge
  9. Jessy Lanza – All the Time
  10. Niklas Paschburg – Svalbard
  11. Kassa Overall – I Think I’m Good
  12. Flaming Lips – American Head
  13. OvO – Miasma
  14. Romare – Home
  15. Fontaines DC – A Hero’s Death
  16. Onehotrix Point Never – MAGIC ONEOHTRIX POINT NEVER
  17. John Frusciante – Maya
  18. Voodoo Kid – amor. requiem
  19. Shady Nasty – Bad Posture EP
  20. Darkstar – Civic Jams
Tracklist

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