Album

Dargen D'Amico

Dargen D’Amico – Bir Tawil

4 Dicembre 2020 rap

Dargen D’Amico torna al rap game con Bir Tawil, disco pubblicato il 4 dicembre 2020 che segue a tre anni di distanza Variazioni, ovvero il lavoro prodotto da Tommaso Colliva con la collaborazione della pianista Isabella Turso e Ondagranda con Emiliano Pepe (2019). Completato il dittico di “rivisitazione” e auto-riflessione (il precedente D’iO), l’alt(r)o rapper se ne esce con un nuovo lavoro – l’ottavo – che respira osmoticamente il presente per restituirne un’immagine filtrata con le lenti e la creatività biografico-surrealistico-testuale che da sempre lo contraddistinguono.

Bir Tawil, è un’area di due chilometri quadrati lungo il confine tra Egitto e Sudan non reclamata da nessuno dei due Paesi, e ci siamo capiti: parliamo di una raccolta di 16 brani per un’ora e un quarto di musica – tecnicamente un doppio album – un lungo abbraccio di ritmi, colori, calori e pensieri. Del resto in arabo egiziano significa lungo pozzo, concetto che nei IG post di Dargen si traduce in un lavoro composto a partire dal 2019 «in graduale e poi totale isolamento», qualcosa che «non che ti viene voglia di condividere e fare festa».

Le basi, probabilmente affare suo e solo suo, sono rigogliosamente (synth)troniche, i ritmi dal mondo sono abbondanti, così come pure il cotrocanto pop, soul, piacione e un po’ cafone  (Abbastanza) fa parte di una partita giocata con gran classe anche sulla lunga distanza di un pezzo che di minuti ne conta 13 (Non sono più innamorato). Per giocarci una tag ormai istituzionalizzata e usata un po’ a ombrello in produzioni che si vogliono, giocoforza, contemporanee: questo è un disco urban. Ma più che tale Bir Tawil è world, e non quello posticcio della world music, bensì il suo, quello di Dargen. Che senso ha aspettare un nuovo capolavoro di Kanye West quando il nostro King lo abbiamo già?

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