È Morto George Martin, il quinto Beatle

George Martin, il quinto Beatle, è morto all'età di 90 anni.

È morto all’età di 90 anni George Martin, il cosiddetto quinto Beatle. A riportare la notizia durante la notte, via social, sia il batterista Ringo Starr che Sean Lennon. Non sono ancora note le cause del decesso, riporta l’Hollywood Reporter, che ha ottenuto la conferma della notizia anche da parte di un portavoce di Universal Music Group.

Nato a Londra nel 1926, Martin, dopo un passato di studi di piano e oboe, diventò capo della sezione A&R della Parlophone negli anni ’50. Nel 1962, tramite il loro manager Brian Epstein, conobbe i Beatles, band allora formata da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e il batterista Pete Best. Con loro firmò un contratto che cambierà la storia della popular music, suggerendo di sostituire Best, a cui subentrò Ringo Starr. Fu l’inizio di una catena di successi discografici (Love Me Do, il primo singolo, si piazzò al 17° posto della single chart britannica) a cui Martin contribuì nelle vesti di produttore e arrangiatore. Suoi gli archi in Yesterday e Eleanor Rigby, oltre ai potenti arrangiamenti orchestrali della celebre A Day In The Life scritta da Lennon, nonché i nastri impiegati per esaltare l’elemento psichedelico in Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band e molti altri contributi che sono risultati fondanti per il sound della band.

Il trascorso di George Martin con i Beatles è stato raccontato dallo stesso producer in un libro del 1979 intitolato All You Need Is Ears e, a parte la carriera del Fab Four, il suo lavoro è stato apprezzato anche nelle discografie di Dire Straits, Peter Gabriel, Sting, Meat Loaf, Carly Simon, Kate Bush, Jeff Beck, Gerry and the Pacemakers, Cilla Black, America, Billy J. Kramer, Cheap Trick, the Mahavishnu Orchestra, Celine Dion, fino alla produzione di Candle in the Wind di Elton John, il singolo più venduto di tutti i tempi. Il suo impegno professionale, inoltre, si è esteso alla cinematografia in film quali Crooks Anonymous (1962), The Family Way (1966) e Pulp (1972). Nel 1996 è stato nominato Cavaliere dall’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico e tre anni più tardi è entrato nella Rock and Roll Hall of Fame. Tra i premi ricevuti, infine, numerosi Grammy e una nomination all’Oscar per il film A Hard Day’s Night.

Sulle nostre pagine potete recuperare la recensione di L’estate di Sgt. Pepper, libro di Martin dedicato alla lavorazione del celebre disco dei Beatles.

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