Morte Grant Hart. Manca ancora l’ufficialità ma prepariamoci al peggio per il batterista degli Hüsker Dü

Grant Hart, batterista degli Hüsker Dü è morto all’età di 56 anni. E’ quello che afferma Variety riportando le prime voci sulla scomparsa e allegando un post sulla pagina ufficiale della band, dove è stata condivisa una sua vecchia foto senza aggiungere commenti. Manca ancora l’ufficialità per cui è corretto prendere la notizia con le dovute pinze, anche se mentre vi scriviamo, un nuovo post di cordoglio è arrivato via social media da Domino Publishing Co, divisione editoriale dell’etichetta presso la quale Hart incideva. Non si conoscono le cause del decesso, nell’articolo tuttavia si accenna al fatto che il batterista aveva combattuto una battaglia contro il cancro. Vi aggiorneremo non appena avremo ulteriori dettagli.

Posted by Hüsker Dü on Wednesday, September 13, 2017

Grantzberg Vernon Hart, nato nel 1961, aveva cominciato a suonare la batteria da ragazzo ereditando lo strumento da un fratello maggiore cui era molto legato, morto tragicamente in un incidente d’auto. Nel 1979 dopo aver conosciuto Bob Mould in un negozio di dischi a St. Paul, aveva formato con lui gli Hüsker Dü. Il trio con Greg Norton al basso sarà destinato a diventare in breve uno dei gruppi più importanti della scena hardcore e indie rock americana, firmando dischi cruciali per l’epoca come il doppio LP Zen Arcade del 1984 e guadagnandosi abbastanza seguito da approdare a una major, la Warner, per cui pubblicherà due album prima di sciogliersi nel 1988 a causa di dissidi personali sempre pià profondi tra Hart e Mould, acuiti anche dai problemi con l’eroina di Grant e dal suicidio del giovane manager David Savoy.

Hart, con gli Hüsker Dü, si era distinto per uno stile decisamente originale alla batteria, soprattutto in ambito punk e hardcore, che Simon Reynolds, notando le sue ascendenze jazz, ha descritto come «una cappa di schiuma che si fondeva con le raffiche di neve della chitarra ad accordatura aperta di Mould». Altrettanto se non più importante per la band è stato il suo contributo come cantante e autore. Grant ha scritto e cantato alcuni dei brani più emozionanti del gruppo di Minneapolis, tra cui Diane, Never Talking to You Again, Pink Turns to Blue, The Girl Who Lives on Heaven Hill, Books about UFOs, Green Eyes, Don’t Want to Know If You Are Lonely, She Floated Away, distinguendosi per un lato melodico (e psichedelico) decisamente personale.

Dopo la fine della band, Hart ha formato un altro power trio, i Nova Mob, con cui ha inciso due LP, e ha continuato poi come solista, con una carriera discografica dai ritmi non troppo sostenuti ma abbastanza regolari. Il suo ultimo lavoro è stato l’album The Argument, recensito anche su queste pagine. Dopo anni di rapporti tesi con l’altra parte degli Hüsker Dü, aveva di recente collaborato con la Numero Group per il box antologico Savage Young Dü, dedicato ai primi anni degli Hüsker Dü, in uscita a novembre.

14 Settembre 2017 di Tommaso Iannini
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