Si viene a sapere adesso l’entità completa dei danni che l’incendio avvenuto agli Universal Studios di Hollywood il 1 giugno 2008 ha provocato, almeno in fatto di patrimonio musicale. Il New York Times ha rivelato che il fuoco distrusse – tra le altre cose – una grande quantità di master tape ivi custoditi di vari band e artisti che negli anni sono stati in quota – appunto – Universal.
Tra le incisioni originali andate distrutte, classici – tra album e singoli – di Nirvana, R.E.M., Hole, John Coltrane, Joni Mitchell, Eminem, Aretha Franklin, Nine Inch Nails, Ray Charles, Tupac, Janet Jackson, Beck, Snoop Dogg e molti altri, che si sono visti – così – limitare le possibilità future di eventuali ristampe e riproduzioni in alta qualità. Alcuni di loro, infatti, potrebbero decidere di rivalersi sulla label per i possibili danni economici subiti, tanto che già arrivano i primi commenti degli artisti i cui tape sono andati perduti. E’ il caso dell’ex Nirvana Krist Novoselic, che su Twitter ha dichiarato: «Credo che ormai siano andati per sempre».
https://twitter.com/KristNovoselic/status/1138605461815455745?ref_src=twsrc%5Etfw
O dei R.E.M., che già ventilano possibili risvolti giudiziari della vicenda: «Abbiamo ricevuto parecchie richieste di notizie in merito all’articolo del New York Times. Stiamo cercando di capire com’è successo e quali effetti potrà avere sulla nostra musica, se ce ne saranno. Vi ragguaglieremo presto».
REMHQ is receiving inquiries from many people concerned about the New York Times article on the Universal Music fire 11 years ago. We are trying to get good information to find out what happened and the effect on the band’s music, if any. We will detail further as and when.
— R.E.M. HQ (@remhq) June 11, 2019
E poi ci sono le Hole, che lamentano di essere state tenute completamente all’oscuro dei fatti fino ad ora: «Nessuno ci aveva detto che i nostri master erano andati distrutti, l’abbiamo saputo stamattina dai giornali», ha detto un portavoce della band.
L’incendio – scrive Pitchfork – occupò le prime pagine dei giornali e le aperture dei notiziari radio e TV all’epoca, ma si parlò molto di più dei danni subiti dal parco a tema King Kong e dei contenuti video che non dei dischi andati perduti, anche se già nel 2009 il Times scrisse che «ad andar perso nel fuoco è stato, senza ombra di dubbio, un enorme patrimonio musicale», che includeva – tra gli altri – «quasi tutti» i master di Buddy Holly, la maggior parte delle pubblicazioni su Impulse Records di John Coltrane e classici leggendari quali i brani Rock Around the Clock di Bill Haley & His Comets e At Last di Etta James.