Qualche giorno fa abbiamo pubblicato una breve cronaca di quello che è successo lo scorso 10 aprile, quando i Nirvana sono entrati ufficialmente nella Rock & Roll Hall Of Fame. Nei giorni scorsi, tuttavia, grazie anche a un’intervista concessa da Krist Novoselic e Dave Grohl a Rolling Stone America, sono emerse alcune curiosità sul dietro le quinte del concerto che la band ha tenuto con St. Vincent, Joan Jett, Kim Gordon e Lorde durante la serata dedicata alle celebrazioni.
“Volevamo trovare persone che rispettassimo e che in qualche modo condividessero l’estetica musicale dei Nirvana“, ha rivelato Grohl parlando delle difficoltà incontrate nello scegliere un cantante che sostituisse Kurt Cobain. Nessuno dei candidati uomini individuati dalla band come possibili frontman ha accettato: “Alcuni erano nervosi, perché la cosa avrebbe potuto rivelarsi ‘pesante’ “.
La prima a rispondere alla chiamata è stata Joan Jett: “Ha imparato ogni canzone di Nevermind. Lei è tutto quello che i Nirvana rappresentano. E’ potente, ribelle, una forza della natura“. Il passo successivo è stato contattare P.J.Harvey (“Kurt amava P.J.Harvey“) con l’idea di farle cantare Milk It da In Utero, ma senza successo. E’ a questo punto, però, che si è pensato di coinvolgere solo donne: “Esibirsi nella serata della Rock & Roll Hall Of Fame con una donna a cantare le canzoni dei Nirvana, avrebbe significato portare a termine la nostra rivoluzione“.
Sono state coinvolte, così, oltre alla Jett, Kim Gordon, St. Vincent e Lorde, scelte anche per motivi anagrafici e di rappresentatività: “Joan Jett, che ha costituito le Runaways, ha cambiato la concezione di rock al femminile. Kim Gordon è stata una sorta di faro in una scena punk rock prevalentemente maschile. St. Vincent è una musicista strepitosa che sta emergendo. Lorde ha un incredibile futuro davanti a sé come songwriter, performer e cantante“.
Pochi giorni prima della cerimonia, Grohl, Novoselic e Pat Smear hanno cominciato a provare. Anche qui, gli aneddoti si sprecano, considerato anche che i Nostri non suonavano in pubblico brani dei Nirvana dalla morte di Kurt Cobain: “Mi sono servito di un tab-book dei Nirvana per imparare di nuovo le mie parti“, ha rivelato Krist Novoselic, “all’inizio non viaggiavamo alla giusta velocità, poi le cose sono migliorate“. Ancora Grohl: “Non suonavo in questa band da circa vent’anni. Mi ero dimenticato di cosa volesse dire stare in una stanza piena di Nirvana. Ho anche capito che la gente ci seguiva per questo, e non solo per quello che c’era dietro alla musica“.
L’intervista di Rolling Stone si chiude con la domanda di rito su un futuro possibile a nome Nirvana: “Mai dire mai“, sottolinea Novoselic “Sicuramente non direi di no, se accadesse. Magari potremmo anche pensare di scrivere nuova musica, un giorno“. Più netto Grohl: “Non ne abbiamo nemmeno parlato. Abbiamo vissuto quella serata come se si trattasse di un evento unico. Questo è quello che l’ha resa così potente, bella e piena di significato“.
Qui sotto trovate i quattro brani dei Nirvana suonati con le cantanti ospiti.