Pussy Riot. Cosa è successo durante e dopo l’invasione di campo alla finale dei mondiali di calcio

Le Pussy Riot fanno invasione di campo alla finale dei mondiali di calcio per protestare contro il governo Putin

Membri del collettivo Pussy Riot, con indosso delle uniformi vintage della polizia russa, hanno fatto irruzione nel terreno da gioco dello stadio Luzhniki, ieri sera, durante il settimo minuto del secondo tempo della finale dei campionati mondiali di calcio. Si è trattato di una performance intitolata Policeman enters the Game che ha coinvolto quattro manifestanti; in pratica, una tipica invasione di campo, come se ne sono viste tante nella storia del calcio, con la differenza che il gesto è stato rivendicato del collettivo in una serie di tweet durante e immediatamente dopo la conclusione della partita.

Uno dei performer è persino riuscito a battere cinque con Kylian Mbappé, il 19enne della nazionale francese, che peraltro ha segnato il quarto goal contro la Croazia. A fine partita per il giocatore è scattato lo stato di fermo, mentre per i quattro “poliziotti” l’inevitabile custodia e l’interrogatorio da parte delle autorità. Nel frattempo, il dispaccio del collettivo con l’elenco in sei punti di richieste recapitato al governo russo ha fatto il giro di tutti i media del globo. E pure una foto dalla stazione di polizia, con un breve scambio tra l’attivista Pyotr Verzilov e un poliziotto che vorrebbe tornare alle “grandi purghe del 1937”, ha trovato la sua via sui social. In pratica, le Pussy Riot chiedono «la liberazione di ogni prigioniero politico» e la «possibilità di una [libera] competizione politica nel paese».

Di seguito il post del collettivo con l’elenco completo delle richieste e la notizia riportata della BBC. Su SA trovate l’articolo Pussy Riot. Non chiamatele punk, e la recensione dell’EP xxx. Vi ricordiamo che il gruppo di protesta, all’indomani della vittoria alle presidenziali di Putin, era già entrato nel merito degli incarceramenti politici denunciando l’arresto di Oleg Navalny, fratello del maggiore avversario politico dell’ex KGB durante le ultime elezioni, Alexey Navalny. Nell’ultimo comunicato, particolare menzione è stata fatta per Oleg Sentsov, il regista ucraino che sta attualmente facendo lo sciopero della fame in cella.

https://twitter.com/MenInBlazers/status/1018536723452715008

https://youtu.be/9P0ydve8Aw0

https://twitter.com/pussyrrriot/status/1018651755138158592

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