Riaperture spettacoli dal vivo: critiche e controproposte della musica indipendente e dei cinema al decreto del governo

Musica indipendente ed esercenti dei cinema rispondono al governo sulle riaperture.

Le riaperture dopo la quarantena da COVID-19 fanno discutere come e più del lockdown stesso. Alle condizioni imposte dal governo per gli spettacoli dal vivo, stanno infatti facendo seguito le rimostranze dei vari settori dello spettacolo, in particolare quello della musica indipendente e quello dei cinema.

In un comunicato, le piccole imprese della filiera tecnica e creativa della musica invitano a rivedere le norme sui live per partire tutti il 15 giugno e tenere aperto il settore durante l’estate 2020. «Domenica è uscito un nuovo decreto del governo che ha fatto realmente pensare alla possibilità di una ripartenza dei live da metà giugno per i piccoli e medi eventi – si legge nel messaggio – Una volta lette le norme, però, molte agenzie di grandi eventi e molti grandi festival, ma anche molte feste popolari e sagre e molti club ed eventi del circuito indipendente hanno deciso di gettare la spugna e rinviare tutto al 2021. Se le grandi agenzie di live manager pur soffrendo possono resistere a un anno di sospensione degli eventi, augurandoci però che tale anno venga ridotto sempre di più augurandoci nel miglioramento della diminuzione fino alla scomparsa del Covid–19, noi come indipendenti come abbiamo sempre detto durante la quarantena che lo slogan è #lamusicanonsiferma come hanno già confermato anche tanti operatori del settore del live italiano. Si devono trovare altri modi per potere fare gli eventi live dei nostri artisti attivando proposte integrative e chiedendo a gran voce un incontro per arrivare a una sintesi che permetta la ripartenza reale dal 15 giugno dei live piccoli e medi della filiera tecnica e creativa del made in Italy musicale realizzato da 10 mila imprese del settore, per lo più piccole, con 50 mila addetti diretti per evitare il rischio chiusura di almeno meta’ delle attività a fine anno, e quindi per il rispetto verso tutti questi lavoratori e le loro famiglie. Infatti, all’interno del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale, è presente anche un allegato dedicato agli spettacoli dal vivo e al cinema. Nel documento sono elencati 13 punti, ovvero tredici condizioni necessarie per poter svolgere uno spettacolo musicale o cinematografico all’aperto e al chiuso. Se le regioni lo recepiranno, a partire dal 15 giugno 2020 si potrà tornare ai concerti e ai festival musicali fino a 1000 persone».

Ecco quali sono le proposte degli Stati Generali della Musica Indipendente ed Emergente per ripartire coi live dal 15 giugno in tutta Italia che rispondono ai 13 punti inseriti dal governo nel decreto:

  1. Autorizzazione, anche da subito, all’attività di intrattenimento e di musica d’ascolto a cura di artisti singoli, dj e piccole band e orchestre all’interno ed esterno delle attività quali pub, club, discoteche, bar, ristoranti, hotel, bagni, alberghi, agriturismi e altre strutture turistiche naturalmente totalmente a norma con quanto richiesto, come indicato positivamente gia’ da alcune Regioni come l’Emilia-Romagna;
  2. Protocollo messa a norma  anche da subito di “musica a domicilio”, nei cortili, nei giardini e in altri spazi,  con pubblico ai balconi e alle finestre portando la musica in spazi inusuali, anche periferici, anche attraverso automezzi attrezzati che molti artisti stanno predisponendo, per realizzazione eventi a norma da subito;
  3.  Protocollo di messa a norma da subito per gli artisti buskers musicali di strada con riconoscimento di ruolo e spazi con rispetto norme anti-assembramento; possibilità che la gente possa essere a norma sia seduta che in piedi;
  4. Possibilità per la sostenibilità degli eventi piccoli e medi della somministrazione di food & beverage a norma fuori dal luogo dell’evento, all’ingresso o in altra collocazione individuata;
  5. Scia per l’attivazione degli eventi, per facilitare ove è possibile tutta la parte burocratica;
  6. Scontistica sul tema del diritto per facilitare organizzatori, promoter e club nella ripartenza e patrocinio enti pubblici e gratuità suolo pubblico con possibilità di allargamenti aree anche con tavoli e sedie;
  7. Art Bonus diretto anche per gli organizzatori di eventi e festival musicali;
  8. Attivare il credito d’imposta per i gestori di club e locali e organizzatori di eventi sui costi di organizzazione;
  9. Pre-assegnazione  dei posti durante eventi gratuiti all’arrivo del pubblico all’ingresso e misurazione a campione;
  10. Non obbligatorietà di mascherina durante l’evento all’aperto, come per i ristoranti;
  11. Un lavoro comune tra enti pubblici e organizzatori per ridurre al massimo le spese di allestimento e sicurezza pur mantenendo nella norma il tutti;
  12. Un patto tra enti, organizzatori, artisti, pubblico per un incontro tra tutte le esigenze riducendole tutti perchè diventi possibile un’estate di musica dal vivo nel nostro paese anche in luoghi turistici belli e suggestivi come tutti quelli che abbiamo in Italia e che non devono vedere assente la musica;
  13. Un incontro immediato con il governo per rivedere insieme l’integrazione e il rinnovo del Decreto anche dal punto di vista tecnico attivando anche tavoli tecnici regionali in tutte le regioni contemporaneamente;

«Inoltre – prosegue la nota – restano attuali i 10 punti richiesti dal primo appello degli Stati Generali della Musica Indipendente ed Emergente tra i quali si ricordano il bonus a fondo perduto per tutte le imprese del settore, il finanziamento da parte di ministeri, enti di raccolta diritti, regioni e comuni, di tutti i progetti di festival e live per il 2020 con realizzazione secondo le norme, sgravi nell’estate 2020 per chi investe nei live,  la riduzione dell’Iva al 4% per i prodotti musicali e al 10% per i live, la presenza massiccia della RAI per un palinsesto estivo di qualità sugli eventi live del made in Italy musicale, una piattaforma in streaming da attivare a pagamento una volta realizzato il sold-out vista la riduzione degli spazi e tante altre richieste già presentate».

Alle richieste appena elencate si sommano poi quelle dell’ANEC, l’Associazione Nazionale Esercenti Cinema, che giudica «irricevibili» le misure del governo. Per il presidente Mario Lorini, tali prescrizioni «prefigurano un’insostenibilità economica e operativa che può minare il riavvio del settore». «Da oggi – prosegue Lorini – chiederemo urgentissimamente un confronto per opportune e necessarie revisioni. Come ANEC abbiamo accettato la data per la ripartenza posta al 15 giugno, ma rispetto alle soluzioni per altre categorie, quelle che ci riguardano ci risultano inspiegabilmente penalizzanti e costituiscono anche un problema di immagine oltre che economico per il comparto».

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