Sacha Baron Cohen nei panni di Borat

Sacha Baron Cohen. Il seguito di “Borat” ha un titolo assurdo

Il seguito di Borat di Sacha Baron Cohen ha un titolo assurdo e non poteva che mirare dritto al cuore puritano/repubblicano d'America

Nuovo aggiornamento sul sequel di Borat di Sacha Baron Cohen. Da quanto leggiamo su COS, il seguito di Borat! Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan è stato registrato ai Writers Guild of America con l’altrettanto chilometrico titolo di Borat: Gift of Pornographic Monkey to Vice Premiere Mikhael Pence to Make Benefit Recently Diminished Nation of Kazakhstan, che tradotto suona più o meno così: “Il regalo della scimmia pornografica fatto al vice premier Pence per far profitto ha recentemente sminuito la nazione del Kazakistan”.

Altro dato di fatto è che il film è stato scritto e sceneggiato dallo stesso Cohen assieme a un team di fidati collaboratori quali Anthony Hines, Dan Swimer, Peter Baynham, Erica Rivinoja, Dan Mazer, Jena Friedman, e Lee Kern. Ancora avvolta dal mistero invece la sua data d’uscita nelle sale cinematografiche, anche se pare più probabile una distribuzione online, e qualcuno dice via Netflix. I rumour sul seguito del blockbuster si susseguono dallo scorso giugno, ma all’epoca si pensava che l’attore stesse girando nuovi episodi della serie tv Who Is America?. Ad agosto, l’avvistamento di Cohen travestito da Borat ha definitivamente confermato che qualcosa stava bollendo in pentola, mentre all’inizio del mese, sempre secondo indiscrezioni, era corsa voce che il lungometraggio fosse già stato completato e che probabilmente sarebbe uscito in concomitanza con le elezioni di mid-term statunitensi.

Sulla trama pure erano trapelate delle informazioni: verterebbe sul giornalista immaginario kazako inventato dal comico britannico, che crede di essere un attore famoso proprio in virtù della fama che è conseguita da Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan, un successo rinnegato in tutti i modi però. Nel film lo vedremo nascondersi o pretendere di essere qualcun altro; in pratica, secondo le fonti citate dal sito, sarà «Cohen che recita Borat che recita Cohen», un meta-fake-documentario-film-demenziale in cui rientreranno le famigerate interviste in incognito sulla falsariga della sopracitata serie tv Who Is America? e dei precedenti personaggi interpretati dall’attore. Dunque non secondario al soggetto – e il titolo sembra suggerircelo – sarà il Partito Repubblicano, a partire dal velato riferimento alle “terapie riparative” supportate in passato da Pence e al fatto che lo scorso luglio Cohen ha tentato di prendersi gioco dell’ex sindaco di New York, Rudy Giuliani, con una delle sue fantomatiche interviste, presentandosi in quell’occasione con una mise transgender rosa.

Del sequel di Borat – film che ha incassato negli Stati Uniti 26,4 milioni di dollari nella sola prima settimana di programmazione – si parla da parecchio tempo. Nel frattempo l’attore ha interpretato il giornalista austriaco omosessuale Brüno, uno scampanato dittatore (Il dittatore per la regia di Larry Charles) e l’hooligan Norman “Nobby” Butcher (Grimsby – Attenti a quell’altro per la regia di Louis Leterrier).

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