Stanley Kubrick voleva Nino Rota per le musiche di “Barry Lyndon”

In una nuova intervista concessa a Film Comment, il montatore della pellicola Tony Lawson ha rivelato alcuni interessanti dettagli sulla lavorazione del film

Un po’ come la maggior parte dei lavori del regista americano, Barry Lyndon è considerato uno dei migliori film di Stanley Kubrick e della storia del cinema in generale, famoso per il suo peculiare stile di ripresa che esaltava l’utilizzo di luce naturale. Quello che molti non sanno è che il regista scrisse varie versioni di come narrare la storia del protagonista, con idee diverse sia per le musiche che per la narrazione e il montaggio.

In una nuova intervista concessa a Film Comment, il montatore della pellicola Tony Lawson ha rivelato alcuni interessanti dettagli sulla lavorazione del film, compresi i nomi dei due grandi compositori che Kubrick stava valutando prima di optare su classici come Bach, Mozart e Schubert. «Parlavamo quotidianamente di Nino Rota, e sono sicuro che menzionammo anche Ennio Morricone a un certo punto, ma non so se ci furono dei contatti concreti». L’altro punto sul quale si focalizza l’intervista riguarda l’inserimento del narratore, parte andata a Michael Hordern, scelta non ovvia dato che Kubrick aveva quasi intenzione di abbandonare l’idea a favore di una narrazione attraverso le classiche didascalie. «Stavamo registrando la voce di Michael quando a un certo punto pensammo che al posto del narratore avremmo usato le didascalie, come nei film muti, interposte durante il film. Le provammo, ma ci accorgemmo che rallentavano il film anziché essere d’aiuto. Quindi tornammo all’idea del narratore. Anche questa scelta era tremendamente audace, perché un narratore ti dice quello che sta per accadere prima che accada, e poi lo spettatore lo guarda. Andava contro ogni regola, dire prima quello che accadrà è da pazzi».

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