Dopo le anteprime di Roma (Villa Ada, 21 luglio) e New York (The Cutting Room, 20 settembre), parte a dicembre il tour italiano di presentazione del nuovo progetto discografico di The Niro feat. Gary Lucas, The Complete Jeff Buckley and Gary Lucas Songbook, che riunisce per la prima volta tutte le canzoni scritte dal compianto Jeff Buckley e dallo stesso Lucas, inclusi cinque titoli finora non presenti in nessun album.
The Niro è il nome del progetto musicale dell’artista italiano Davide Combusti, protagonista della scena indie-rock dal 2002. Gary Lucas è il noto chitarrista che nella sua più che trentennale carriera, oltre alla Magic Band di Captain Beefheart, può vantare un capitolo rilevante nella carriera di Buckley col quale ha composto le storiche Grace e Mojo Pin. Il tour, organizzato da Musiche Metropolitane, con la collaborazione di La Fabbrica Live, vedrà sul palco oltre a The Niro e Lucas, anche il co-produttore artistico Francesco Arpino, parte il 18 dicembre da Bergamo. Dettagli nella sezione concerti.
Partito per volontà di Gary Lucas, che ha scoperto The Niro durante un tour italiano, proponendogli in seguito di curarne le parti vocali, The Complete Jeff Buckley and Gary Lucas Songbook vede coinvolti il sopracitato Arpino e Pierre Ruiz (produttore esecutivo), ma anche Phil Spalding (Mick Jagger, Roger Daltrey, Seal, Elton John) e Maurizio Mariani al basso, Puccio Panettieri alla batteria (Mannarino, Carmen Consoli) e Mattia Boschi al violoncello. Nel disco troviamo cinque titoli scritti con Jeff che sono stati registrati in studio da The Niro per la prima volta in assoluto e sono: No one must find you here, Story without words, In the cantina, Distortion e Bluebird blues.
«Per me è un grande onore aver potuto prendere parte a questo straordinario progetto – afferma The Niro – In questo disco ho cercato di trovare la mia chiave espressiva, senza voler “clonare” in nessun modo un mostro sacro come Jeff, e sono davvero felice che questo risulti evidente a tutti coloro che ascoltano questo disco. Il mio non è stato in alcun modo un esercizio di maniera, ed è lampante che dietro al microfono ci sia io».