Transmissions VIII. Una mini intervista al direttore artistico del festival, Nico Vascellari

Qualche domanda a Nico Vascellari, direttore artistico dell'ottava edizione del Transmissions Festival di Ravenna

Il 26-27-28 novembre 2015 si svolgerà a Ravenna (principalmente al Bronson e all’Almagià) Transmissions VIII, ottava edizione dell’ormai storico festival incentrato sulle musiche di ricerca (ma non solo) organizzato da Bronson Produzioni. Per tutto il programma – in cui spiccano i live di Demdike Stare, The Soft Moon, Eric Copeland, Ron Morelli e molti altri – vi rimandiamo alla scheda festival dedicata, mentre in una notizia di qualche settimana fa trovate ulteriori informazioni sulla manifestazione. Di seguito invece potete leggere una mini-intervista a Nico Vascellari (Ninos Du Brasil), direttore artistico di questa edizione di Transmissions. SENTIREASCOLTARE è media partner del festival.

[ph: Gabriel Kuri / materialicious.com]
[ph: Gabriel Kuri / materialicious.com]
Il cartellone di Transmissions VIII ha un’impronta molto caratterizzata e personale (come è giusto che sia). In cosa, gli artisti che hai scelto, ti rappresentano?

Conosco personalmente molti degli artisti da anni. La maggior parte si conosce tra di loro e ha collaborato in un modo o nell’altro. Sicuramente nell’invitarli ho tenuto conto del fatto che ci saremmo trovati a condividere tre giorni a stretto contatto. Il mio intento era quello di assicurarmi che ogni artista sentisse che, venendo al festival, si sarebbe trovato bene e in un contesto “familiare”. In questo senso credo sia giusto dire che ho dato priorità agli artisti, piuttosto che al pubblico.

Esiste un percorso, o se vuoi un concept ideale, che ha orientato le tue scelte di direttore artistico?

Nel 2005 ho aperto una parte del mio studio a Vittorio Veneto denominandola Codalunga, con l’intento di invitare altri artisti a presentare il proprio lavoro al pubblico. Un pubblico non necessariamente preparato al contemporaneo. L’idea era dunque quella di forzare un dialogo. Al tempo avevo stabilito tre regole, come criterio per la selezione degli artisti: doveva piacermi quello che facevano, dovevano farlo per professione, dovevano essere miei amici. Direi che anche in questa occasione questi criteri di selezione, pur non essendo stati scritti, possono comunque riassumere il mio approccio alla curatela di Transmissions.

Transmissions è sempre stato un festival teso alla scoperta di ambiti musicali poco frequentati e fautore di un approccio “artistico”, più che semplicemente musicale, nella programmazione. Dal punto di vista di un ascoltatore poco familiare con il programma, quale credi sia il miglior modo per avvicinarsi ai live che hai incluso nel festival?

Mi piace immaginare che il pubblico venga curioso. Transmissions, come dice sempre Chris (Bronson Produzioni), è un festival piccolo. Assolutamente godibile, aggiungo io. Non ci sono 50 gruppi, non ci sono 50 cambi palco su tre palchi differenti utilizzati contemporaneamente. In compenso c’è un manipolo di ottimi artisti che si susseguono senza troppa fretta e sui quali è possibile focalizzare la propria attenzione senza distrazioni.

Dovessi scommettere sul live set più sorprendente del festival, su chi punteresti?

Sono veramente curioso di vedere tutti gli artisti invitati. Da Clay Rendering, che per la prima volta presentano l’album appena uscito per Hospital Productions, a Low Jack, che non ho mai visto dal vivo. Eric Copeland in acustico sono certo sarà sorprendente, così come ricordo con stupore ogni qualvolta ho visto Ghedalia Tazartes.

C’è un musicista a cui ti senti particolarmente legato, tra quelli che suoneranno?

Prurient [ha suonato nell’anteprima del festival, lo scorso 5 novembre, ndSA]. Io e Dominick ci conosciamo da quasi dieci anni. Lungo il corso degli anni abbiamo collaborato diverse volte a progetti piuttosto eterogenei, e sopratutto costruito una profonda amicizia.

transmissions viii

Tracklist