Il 16 ottobre scorso Tricky aveva pubblicato sul suo canale YouTube il video di un brano con la ragione sociale, prima inedita, Skilled Mechanics: Beijing to Berlin.
Questo nome, pescato dal mondo del noir, dello spionaggio e delle ossessioni dietrologiche, nasconde un progetto collaborativo guidato dal nostro e animato, tra gli altri, da DJ Milo (storico collaboratore di Thaws già in epoca pre-Massive Attack), Luke Harris, Oh Land, Ivy 艾菲 e Ann Dao, confluito prima in un EP a tiratura limitata (500 copie, esaurite in breve tempo; sul vinile anche il brano Necessary) e ora ben dettagliato da una pagina sul sito dell’artista inglese e da un piccolo approfondimento di Pitchfork.
Il 22 gennaio 2016 la False Idols di Tricky pubblicherà l’album omonimo del progetto, 13 tracce su CD, 12 su dodici pollici. Due le conoscevamo già e adesso ne viene resa pubblica una terza, sempre sul canale YouTube, una cover di un vecchio pezzo dei Porno for Pyros, Porpoise Head (1996), qui ribattezzata opportunamente, data la natura filastroccosa e carillonosa della rendition, Diving Away.
Il disco conterrà anche una cover di un brano scritto dal frontman degli Slipknot, Corey Taylor, intitolato Brother (2002) e un brano autografo di Tricky, Boy, che si annuncia come una specie di seduta psicanalitica in cui il cantante e produttore rievoca – per esorcizzarla – la brutta infanzia trascorsa nella natìa Bristol:
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Tutti i problemi che ho adesso sono a causa della mia infanzia. Sono andato a Bristol nel periodo di Natale, un paio di anni fa, e a un certo punto ho avuto un attacco d’asma. Mia figlia maggiore mi ha portato in ospedale e io le ho detto: “Guarda, penso sia stato qualcosa che ho mangiato”. E lei: “No. Stai ricordando delle cose. Sei tornato a Bristol e stai ricordando cose che non vorresti”. Ovviamente aveva ragione. La maggior parte dei miei problemi derivano dalla mia vita da ragazzino. La prima volta che ricordo di avere visto mia madre era in una bara aperta coperta con una lastra di vetro, a casa di mia nonna. Avevo circa quattro anni e lei era nella stanza di fronte alla mia. Ho trovato mio padre sulla rubrica telefonica, quando avevo dodici anni. […] Sono andato a trovarlo, ma lui aveva letteralmente dimenticato il mio nome. Praticamente questo brano avrei potuto scriverlo così esattamente venti anni fa, ma evidentemente era qualcosa che doveva venire fuori solo alla fine. Tutto quello che dico in quel pezzo è vero. Ogni parola di Boy è realtà.