Raduno pro Trump fuori dal Campidoglio prima del riot (2021)

Two Americas. Artisti e attivisti denunciano il diverso trattamento riservato ai riot pro-Trump in Campidoglio rispetto alle proteste del BLM

Perché così poche forze dell'ordine schierate contro i manifestanti pro-Trump?

Oltre allo sconcerto per l’accaduto, artisti, band e attivisti stanno denunciando in queste ore il diverso trattamento riservato dalla polizia statunitense ai riot pro-Trump in Campidoglio rispetto alle misure attuate per contenere le pacifiche proteste del Black Lives Matter della scorsa primavera.

La differenza in termini di dispiegamento e preparazione delle forze dell’ordine è stata netta, ma ancor più eclatante è stato l’ingresso dei protestanti al Campidoglio che ha costretto Camera e Senato degli Stati Uniti prima a sospendere e poi terminare la seduta per la certificazione della vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali a tarda notte (quando da noi era già mattina). C’è addirittura chi tra la polizia ha accettato di rientrare in selfie scattati dagli stessi manifestanti.

Con la nota di Trump in cui ammette indirettamente la sconfitta mettendo nero su bianco «che ci sarà un passaggio ordinato dei poteri» come previsto, ovvero il 20 gennaio, giorno dell’insediamento di Biden alla Presidenza, questa lunga e travagliata transizione di poteri sembra giunta ad un epilogo ma l’evidenza delle “two americas” denunciate tra gli altri anche dai Public Enemy e gli interrogativi che questa differenza di pesi e misure riservata alle parti sociali porta con sé risuoneranno ancora per parecchio tempo nella politica e nella società civile americana.

Nel frattempo Ariel Pink e John Maus sono stati avvistati tra la folla dei manifestanti. E l’hashtag #jamiroquai ha iniziato ad impazzare su Twitter per via del tizio qui sotto.

https://twitter.com/djsabbs/status/1347110493580898304

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