Venezia 75. Brady Corbet e Natalie Portman presentano “Vox Lux”

Brady Corbet torna al Lido ma stavolta in concorso con "Vox Lux", allucinato affresco del ventunesimo secolo sull'ascesa di una popstar raccontato attraverso due grandi eventi che hanno definito la storia americana degli ultimi vent'anni.

Tre anni fa Brady Corbet presentava a Venezia il suo primo lungometraggio, The Childhood of a Leader, premiato nella sezione Orizzonti per la miglior regia. Ora l’americano, tenuto a battesimo da Jonathan Demme (che ricorda con affetto sui titoli di coda del nuovo film), torna al Lido, ma stavolta in concorso con Vox Lux, allucinato affresco del ventunesimo secolo sull’ascesa di una popstar raccontato attraverso due grandi eventi che hanno definito la storia americana degli ultimi vent’anni: il massacro della Columbine High School del 1999 e l’attentato alle Torri Gemelle del 2001. Interpreti della pellicola Natalie Portman, Raffey Cassidy e Stacy Martin, presenti stamane in conferenza stampa.

«Viviamo nell’età dell’ansia, e penso che non ci siano mai state tante notti insonni come in questi anni», dichiara Corbet riferendosi a uno dei temi di Vox Lux, «però non volevo girare un film neorealista, anzi, l’ho concepito fin dall’inizio come un dramma storico aggiungendo una voce fuori campo che avrebbe dato un tono favolistico a fatti accaduti relativamente recenti». Sulla strage di Columbine, evocata nel prologo, il regista parla della sua adolescenza in Colorado e della memoria relativa a quei fatti di cronaca: «Ricordo benissimo quell’anno, il 1999, e la sparatoria…lo ritengo ancora uno degli eventi che ha segnato maggiormente e psicologicamente la mia vita. Proprio perché avvenuto a pochi chilometri da casa. Tuttavia ho deciso che non avrei sfruttato la tragedia rimanendo sul generale».

Corbet spiega poi le ragioni dietro l’utilizzo, come in The Childhood of a Leader, della pellicola 35mm: «Una fortuna poterne usufruire, ma è anche un peccato che non sia più un’opzione per i giovani registi. Credo che sia un’idea sbagliata escludere una tecnica del genere…come se potessimo obbligare un pittore a dipingere solo con gli acquerelli e non con i colori a olio. Inoltre volevo girare un film sulla rivoluzione digitale ma in celluloide.»

Protagonista della sezione “adulta” di Vox Lux, la Portman ha parlato del lavoro di preparazione al ruolo di Celeste, «tra le prove delle coreografie montate da mio marito [Benjamin Millepied] e le registrazioni in studio con le canzoni scritte da SiaÈ stato bello cantare la sua musica, e la sua passione per la danza è amplificata da un talento incredibile». Sul paragone, inesatto forse, con Il Cigno Nero, l’attrice ha spiegato che «sono due film con stili molto diversi, arrivati in momenti decisamente differenti della mia vita. Brad ha creato un ambiente molto libero e creativo, ho avuto l’opportunità di stare al fianco di attori fantastici come Jude Law, e di queste donne che ammiro, Stacy Martin e Raffey Cassidy».

«Oggi si parla spesso dell’uso delle armi, ma non credo che questo film voglia mandare dei messaggi», conclude l’attrice Premio Oscar, «mi piace immaginarlo come un’opera d’arte che racconta la nostra società facendo luce su quel legame nascosto fra cultura pop e violenza. È un’incredibile riflessione sul momento che viviamo, e spero che le persone riconoscano alcune problematiche del presente e riflettano in prima persona su come la nostra società le affronta». Su SA potete già leggere la nostra recensione della pellicola, firmata da Cecilia Strazza.

Tracklist

Ti potrebbe interessare