Venezia 76. Kore-eda e le sue donne aprono la Mostra con “La vérité”

Venezia 76 sceglie il primo film in lingua francese di Kore-eda Hirokazu per aprire la Mostra del Cinema, il regista giapponese premiato lo scorso anno con la Palma d'Oro a Cannes.

Venezia 76 sceglie il primo film in lingua francese di Kore-eda Hirokazu (Un affare di famiglia, The Third Murder, Like Father, Like Son) per aprire la Mostra del Cinema, il regista giapponese premiato lo scorso anno con la Palma d’Oro a Cannes: drammi familiari e dinamiche interpersonali tornano anche in La vérité (The Truth), dove Catherine Deneuve e Juliette Binoche si contendono la scena nei panni di un’attrice e di sua figlia, tornata nella casa d’infanzia per festeggiare l’uscita della biografia della madre e per rispolverare, forse, questioni mai risolte del loro passato. «Inizialmente avevo sviluppato la storia come se fosse una piéce teatrale ambientata in un camerino, poi circa otto anni fa ho incontrato Juliette, che mi ha chiesto se volessi dirigere il film» racconta Kore-eda in conferenza stampa. «All’epoca non sapevamo nemmeno se avremmo girato il film in Giappone perché era un progetto ancora vago, e solo in seguito ho pensato che fosse interessante spostare l’azione in Francia portando in scena attrici icone della cinematografia locale. Da quel momento si sono alternate varie versioni della sceneggiatura, ho incontrato più volte Juliette e Catherine, e insieme abbiamo basato il nostro rapporto sulla fiducia parlando per ore».

«Quel che dice Kore-eda è vero: solo attraverso gli incontri e la lettura della sceneggiatura siamo riusciti a costruire il film e a creare i personaggi», commenta la Deneuve, ammettendo di aver messo molto di se stessa nel ruolo. «Mi rispecchiavo in Fabienne, una vecchia star del cinema francese, anche se il suo universo era del tutto distante dal mio. Eppure capisco perfettamente quella donna e su di lei mi sono limitata a fare un lavoro di composizione». Ma com’è stato condividere il set con un autore come Kore-eda e quale aria si respirava? «Posso dire si è trattato di un’esperienza originale e complessa. Ci è voluto del tempo per ambientarsi e abituarsi ai personaggi, e il problema della comunicazione con il regista è stato arginato dall’aiuto della traduttrice, dalle domande che gli ponevamo, e dall’insegnamento più importante che abbiamo ricevuto: trovare sempre l’essenziale, anche solo leggendo l’espressione nei volti degli attori per trasmettere un messaggio. Tutto questo lavoro ci ha fatto superare la fatica del dover parlare in lingue diverse, un ostacolo non indifferente».

Per la Binoche invece, che da anni rincorreva l’idea di poter collaborare con l’autore nipponico, La vérité è stata la realizzazione di un sogno: “Ho sempre immaginato questo momento e desideravo ardentemente di incontrarlo per discutere della possibilità di girare qualcosa insieme. Trovarmi ora in un suo film concretizza quel desiderio, senza contare che finalmente riesco a lavorare con Catherine, un simbolo di femminilità e un’attrice che stimo fin da quando guardavo i suoi film da bambina. Per me è stata una vera consacrazione, e un evento vivo e prezioso».

Vi ricordiamo che La vérité  sarà distribuito in Italia da BIM (con il titolo Le verità) a partire dal 3 ottobre prossimo.

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