Recensioni

6.8

6D22 è la più recente ragione sociale scelta dal producer salentino Giorgio Luceri e segna un nuovo tassello in una carriera già ricca di tappe e soddisfazioni: avviato nel 2015, il progetto 6D22 è forse l’espressione più techno della poetica dell’artista italiano, che comunque ritorna a sonorità più orientate verso il dancefloor dopo i trascorsi come Garofano Rosso, l’incarnazione volta invece ad esplorare panorami sonori tra l’Italia dei seventies più sperimentali (il progressive e le colonne sonore, evocati già nel nome, la library-music) e l’elettronica contemporanea più deviata e spettrale, tra synthwave e psichedelia oscura. Anche i lavori realizzati con il vero nome, tendenti ad una house celestiale e spesso venata di spezie jazz, si differenziano soprattutto da questo nuovo Dragon’s Path (mentre il precedente IŠTAR manteneva ancora una sensibilità molto solare e accogliente), verissima incursione nei suoni della Detroit più afro-futurista.

Ispirate alla figura del dragone nella cultura cinese e ai valori che essa tramanda (saggezza, rinascita e unità), le tre tracce che compongono il nuovo EP descrivono un percorso che, dalle influenze acid dell’iniziale Tianlong, giunge alla frenesia metropolitana di una Longwang che nelle sapienti mani di Heinrich Muller (uno dei mille pseudonimi dell’americano Gerald Donald, anche nei Dopplereffekt e nei seminali Drexciya) si fa quasi insostenibilmente paranoide, passando per Huanlong, il pezzo più rilassato del lotto e potenziale testa di ponte tra le diverse anime di Luceri: un producer bravissimo, che ci fa assolutamente piacere ritrovare al pieno delle sue capacità e della sua visione.

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