• Giu
    22
    2018

Album

No Face

Add to Flipboard Magazine.

Occhio a non scambiarlo per il solito trap boy scontato e, come tale, facilmente liquidabile. Achille Lauro è sempre stato un corpo (anche letteralmente) estraneo e difficilmente inscatolabile. Pour L’Amour è ad oggi il suo disco più interessante e ricco di spunti, sia a livello testuale che musicale. L’iniziale Angelo Blu sembra presa di peso da un eventuale terzo disco di Cosmotronic: il pezzo è una lisergica cavalcata dance con voci strascicate e nebulizzate, e stilettate di synth orgogliosamente anni Novanta (l’immaginario di riferimento è quello di Gigi D’Ag, espressamente omaggiato nel riferimento a L’Amour Toujours). BVLGARI potrebbe sembrare il solito anthem virale con il brand di turno mantrizzato all’infinito (pensiamo a Versace dei Migos) ma sposta il tutto su un piano più dancefloor. 

Fin qui la cosa rimane godibile e poco più, ma si capisce che c’è dell’altro con Mamacita: iniziano a palesarsi spezie caraibiche, anche se il pezzo – seppur coinvolgente – sembra poco più della solita smargiassata di dancehall annacquata  Con Amore Mi viene però esplicitata compiutamente quell’idea di samba-trap che Lauro intende patrocinare. Il connubio trap-Sud America prosegue in Burro e marmellata, Dolores, Non Sei Come Me, e nelle chitarre elettriche à la Santana di Ammo’. È un trend abbastanza trasversale nel pop italiano recente, vedi Toffolo e la sua svisata per la cumbia colombiana (e tutta la pletora di artisti La Tempesta al seguito, Cacao Mental e Mr. Island su tutti), ma anche Populous, e pure MZOO Festival dedicherà al fenomeno ampio spazio. Tra chitarrine, fiati e ritmiche esotiche, il modaiolo pastiche è messo al servizio di allegorie infantili e abbastanza intuitive che stemperano i soliti cliché tra storie di droga e vita di strada. Una popolosa giungla in Amore Mi, una cartoonesca gastronomia in Burro e Marmellata dove la farina è la cocaina, insomma ci siamo capiti.

A livello linguistico vale la pena spendere qualche parola su Thoiry Remix, trionfo dell’espediente tecnico utilizzato per lo più da Quentin40. Le parole sono mozzate di una o anche due sillabe, in modo che le chiusure di verso rimino tra loro assecondando la parte centrale della parola, anziché quella finale. Nel brano in questione anche Lauro e Gemitaiz adottano questa tecnica, creando strofe vagamente no-sense dove le rime imperfette e le assonanze tra parole mozzate creano un fertile e divertente delirio camp: «Bocca della Verità e ‘sti raga’ opere d’a’ / Facci un ritratto, è Rembrandt / Fanno le foto ai miei fra’ / Pa-Pa-Pa-Pablo Pica’ / Facce girate al contra’ / Giro coi panta’ leopa’ / Fra’ surrealismo e Duchamp». È una trovata che vivacizza sicuramente lo schema rimico dei testi, scoprendo incastri inediti che esulano allegramente e consapevolmente dagli ormai stratriti cliché del genere. Il tutto prende le suggestioni arty del cafonissimo video di Beyoncé e Jay-Z e lo intamarrisce ulteriormente ammantandolo di una strascicata indolenza tutta romanesca, e l’intingolo diverte.

La cosa va avanti in El Ninho, dove l’ambiguità della figura descritta procede attraverso un giochino di chiaroscuri muratore/spacciatore che si articola in versi capolavoro come «El ninho è un muratore con le mani tutte bia- (rattata) / Alza un polverone dove non si fa (rattata)» e in soluzioni fonetiche, spostando gli accenti per restare a pelo nella metrica («Dice lavòra sì ma lui non lavorà»). Lauro è consapevole di quello che sta facendo e di dove vuole andare a parare, delle sue fonti e dei suoi debiti (Purple Rain è praticamente un’auto-citazione continua: del pezzo di Keanu Reeves di Gemitaiz, di Mary Jane di Madman, di Maria di Santana), ma anche di essere il primo con una tale visibilità tra i giovanissimi a tentare certe cose. Lui ne parla come di un «elogio dell’ambiguità» e, in effetti, spinge a fondo musica e corpo in una contaminazione di ridicolo e sublime, equivoco e à la page, che risulta irresistibile. 

11 Luglio 2018
Leggi tutto
Precedente
WEN – Ephem:Era
Successivo
Jenn Champion – Single Rider

album

recensione

recensione

recensione

artista

articolo

Le navigazioni musicali di Populous. Intervista a Andrea Mangia

Intervista

In attesa della sua esibizione live del 27 agosto al Parco Grotte di Putignano, per la quarta edizione di SPARKS Festival, abbiamo scambiato...

recensione

recensione

recensione

Altre notizie suggerite