Recensioni

6.5

Torna puntualissima Alicia Keys, che ormai pubblica dischi a 4 anni di distanza l’uno dall’altro con la precisione di chi deve riscuotere un mutuo. La carta giocata è quella dell’ego a tutto tondo: nel senso che in copertina ci sbattiamo lei e null’altro, ripresa da tutte le angolazioni possibili, e chiamiamo il disco ALICIA. Se allora il precedente HERE era il disco delle radici black, con un po’ di impegno tanto al chilo e troppi intermezzi che appesantivano l’ascolto, qua abbiamo un ipotetico caleidoscopio che mira a riflettere le mille sfaccettature dell’artista. Vale a dire che nei 15 pezzi in scaletta si prova un po’ di tutto, spaziando allegramente di trend in trend. L’effetto minestrone è chiaramente dietro l’angolo, e i più maliziosi scorgeranno in questa esibita ubiquità la pura e semplice volontà di poter comparire in più playlist possibili. Tutto vero probabilmente, ma è innegabile che pur nella disparità di produzioni si delinei comunque una certa coerenza di fondo che fuga con efficacia i dubbi di paraculismo. Certo manca quel guizzo che ti faccia urlare al capolavoro vero, una traccia che ti faccia schiacciare il replay, insomma qualsiasi cosa che vada oltre il tanto mestiere e l’altrettanta classe.

Ci sono febbri anni ’80 da manuale: house-funk scarnificati su cui poggiare vocalismi che carezzano altezze vertiginose e bazzicabili da pochi (Time Machine) e addirittura qualche strascico di vocoder (Authors of Forever). Poi c’è l’elettronica carica di pathos del feat. con Sampha, un po’ di dub e trip hop ripuliti per bene (Wasted Energy) e il sole caraibico di Me x 7 con ospite Tierra Whack. Underdog è il singolone imbevuto di positività scritto assieme a Ed Sheeran, con le chitarre acustiche e il ritornello che si apre in una melodia contagiosa e sfocia in una serie di «uuuuh» (magari evitabili) con festa di archi a corredo.

In coda poi c’è anche spazio per qualche scampanellio à la Mura Masa che va sempre bene e svecchia. Poi a un certo punto la protagonista di questo tour si ricorda di essere Alicia Keys, e quindi arriva la ballatona strappamutande a base di piano e vociona. Si arriva a fine ascolto soddisfatti ma ancora ben pettinati: il cartellino è timbrato anche a questo giro, ci si rivede tra quattro anni.

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