Recensioni

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Niente, dev’essere colpa di una specie di complesso di inferiorità, eppure ci sarà sempre l’artista inglese che ciclicamente proverà a scimmiottare uno dei generi più “yankee-made” in circolazione, ovvero l’r’n’b; inutile sottolineare che i risultati, solitamente, sono quasi sempre rovinosi.

Ci hanno provato pure Aluna Francis e George Reid, in arte AlunaGeorge, che con il loro Body Music sembravano promettere una nuova fiammata all’insegna dell’”orgoglio garage” che tanto anima la scena pop-elettronica inglese degli ultimi anni; e invece no, nonostante la notevole prova data su uno dei migliori singoli dei colleghi Disclosure (White Noise, che aveva infatti alzato l’asticella dell’aspettativa), i nostri hanno voluto seguire una tradizione pop n’b storicamente fallimentare che ci ricorda progetti più o meno recenti come Lisa Maffia (So Solid Crew) o meteore teen-oriented come le Cleopatra.

Nonostante in questi ultimi anni ci siano stati ottimi esempi di soul made in U.K. come Jessie Ware o Jamie Woon, in Body Music pesa molto il tentativo di replicare stilemi e mood vocali ormai superati e non dissimili da un certo r’n’b a stelle e strisce ‘so 90s’; il fatto non trascurabile che però rende vincenti le suddette proposte è soprattutto la produzione musicale su cui vengono appoggiate le voci, e tocca ammettere che in Body Music la musica è spesso un riempitivo di scarsa inventiva fatto di scopiazzamenti da Julio Bashmore (Kaleidoscope, Diner, Just A Touch) e vaneggiamenti garage all’insegna del vocal pitch che richiamano alla mente il sound di artisti come SBTRKT o Four Tet (Body Music, Bad Idea, Attracting Flies). In generale, il feeling è spesso statico, melenso e non si muove dalla formula della ballata prettamente mid-tempo.

La vocina infantile e monocorde di Aluna non aiuta; il suo è il classico timbro che alla lunga stanca, così sospeso tra l’imitazione di Janet Jackson fuori tempo massimo e l’iper-leggerezza pop degli Aqua. Esemplificative, in questo senso, tracce come Outlines, Superstar o Friends To Lovers, che da un lato rimandano a vecchie glorie come le TLC e dall’altro alla vacua vocalità di girl-band come le All Saints. Gli episodi più riusciti sono invece quelli che emanano maggior “inglesità”, ed è così che anche in Body Music c’è spazio per il revival garage U.K. di Lost & Found o la frivolezza vocale alla Lily Allen questa volta ben contestualizzata in Best Be Believing.

Se dovessimo coniare un “nuovo” genere musicale pensando alla musica degli AlunaGeorge potremmo azzardare con lo “step n’b”, ma ce ne sarebbe davvero bisogno?

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