Recensioni

Gli Amber Run tornano con un album compatto e oscuro nel quale ambizioni mainstream e soluzioni alternative si sfidano consegnando l’opera più matura della band di Nottingham ad oggi. La pecca di For A Moment, I Was Lost è che, pur funzionando singolarmente in alcuni episodi, lascia per strada qualcosa nella sua interezza. La causa forse è da ascrivere alla ripetitività di un sound che incastra Boxer Rebellion e Daughter con ritornelli pop spesso funzionali o per alcune idee già sature da tempo.
Ad ogni modo lì dove Insomniac sembra funzionare abbastanza bene, il tentativo di avvicinamento a Bon Iver, non soltanto per l’uso del vocoder, in Haze non lascia alcuna emozione di rilievo. La linearità di White Lie che risulta uno dei momenti migliori del disco viene cancellata dal “già sentito” di Stranger o di Perfect. For A Moment, I Was Lost non gode di testi particolarmente ispirati e questo probabilmente è dovuto anche alla sua frammentarietà, fuori luogo le folate alla Muse di Machine se poi arriva Are You Home che da una dimostrazione delle capacità di songwriting degli Amber Run. Poche idee e poca chiarezza per la band britannica che spreca l’opportunità di fare un salto decisivo in termini di scrittura e di maturità. For A Moment, I Was Lost è il miglior disco del gruppo di Nottingham e, purtroppo, sembra che non si possa chiedere di meglio.
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