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7.3

In Slowness, uno dei brani più incisivi del primo EP della musicista di New York Ana Roxanne ~~~ (2019) , da un brulichio di fugaci note al sintetizzatore emergevano le parole di Milan Kundera: «Why has the pleasure of slowness disappeared»? La frase, scandita con didascalica compostezza da una voce maschile, sembrava al contempo riassumere la filosofia musicale di Roxanne e fornire un commento in merito alla prolungata gestazione di un piccolo, ma folgorante EP come ~~~. Cresciuta a Oakland in una comunità filippino-americana e avviata al mondo della musica nel coro di una chiesa di fede cattolica, Roxanne pubblicò ~~~ su cassetta nel 2015 in autonomia, evitando ogni tipo di promozione per paura di fallire. Fortunatamente una copia arrivò tra le mani di Matthewdavid, che ripescò l’EP per la sua Leaving Records nel 2019, trasformando rapidamente Roxanne in uno dei nomi più chiacchierati e raccomandati tra i cultori dell’ambient.

In un ambito da sempre votato al sovraffollamento e caratterizzato da un alto tasso di referenzialità come l’ambient, la musica devozionale di Roxanne si è presa tutto il tempo necessario a sbocciare, manifestando una ricercatezza compositiva che sembra raccontare la crescita di una songwriter e il lento rivelarsi della sua voce. Il suo album di debutto per Kranky Because Of A Flower, in più di un modo, costruisce sulle fondamenta di ~~~ un sound e un’estetica dallo spirito sincretico, riuscendo a suonare al contempo elegantemente citazionista ed estremamente personale. Roxanne, che inscrive nel suo sound e nei suoi riferimenti un’esplorazione e affermazione della propria identità intersex, attinge con rispettosa ingegnosità da una serie di mondi diversi e non sempre contigui, alla ricerca di atmosfere sacrali votate a una rifocillante meditazione.

I sette minuti di Suite Pour L’invisible puntano dritti a un’estasi dematerializzante, trainati da un ipnotico intreccio di sintetizzatori e chitarra elettrica che sembra riprendere direttamente il felpato soundscape Something Blue di Hiroshi Yoshimura (1986). Roxanne, che ha studiato da vicino la musica classica hindustani e quella devozionale dell’Alice Coltrane di Turiya Sings (1982), in più di un’occasione sembra voler citare gli anni Ottanta, unendo alla tranquillità dell’ambient intesa come musica da sottofondo l’urgenza di un incontro col sacro veicolata da certa new age (l’Ariel Kalma di Rainbow, per esempio). Mentre la voce di Roxanne aleggia indisturbata in Suite Pour L’invisible alla ricerca di una trascendente alternativa a «joy» e «pain», bassissimo nel mix, un rumoroso sample si ripete all’infinito, quasi a voler catturare l’aprirsi di una finestra sul vuoto.

Questa ricerca di un’estatica inesplorata, alternativa, esistenziale, anima l’intero disco. L’album, non a caso, si apre con una citazione del filosofo cinese Laozi e una spiegazione della relazione tra ying e yang e «lo spirito dell’armonia» musicale tratte da un manuale di armonia tonale. Roxanne recita il tutto a due voci, abbinando a un’astratta ponderazione sul concetto di armonia un tangibile, corporeo cambio di pitch che sfida il binarismo di genere. In A Study In Vastness, il canto di Roxanne oscilla tra sospirate allucinazioni à la Grouper e il pathos di un’aria d’opera al rallentatore, supportato, finanche ‘azzerato’, da un pervasivo drone in sottofondo. L’incontro dei due mondi è reso ancora più evidente nella conclusiva Take The Thorn, Leave The Rose, un’impressionante suite separata a metà tra ottenebranti atmosfere jazz-noir e una commuovente aria (Roxanne dice di essersi ispirata, in parte, alle arie dei castrati).

Lo stesso possibilismo nell’unire i riferimenti più disparati anima due dei momenti migliori dell’album: in Venus un estratto da un ‘libraccio’ di astrologia viene eretto a testo sacro sull’acqua come metafora dell’essere; in Camille una scintillante drum machine trascina Roxanne alla ricerca di un incontro di natura romantica, raccontato dai suadenti toni da diva R&B del suo canto (come già era successo nel brano di ~~~ I’m Every Sparkly Woman) e da un oscuro sample da un film francese in cui un battibecco tra maestra e allieva si trasforma, un po’ come la musica della stessa Roxanne, in un’intrigante rivelazione.

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