• Apr
    12
    2019

Album

Aftermath

Add to Flipboard Magazine.

Avevamo accolto con grande tiepidezza il precedente Oxnard, tanto stiloso quanto insipidino: “solo” il solito disco di Anderson .Paak, che è dire poco, però visto il talento a disposizione non ci si può proprio ritenere soddisfatti dal mestiere, per quanto di finissima qualità. A pochi mesi di distanza riecco il Golden boy dal sempiterno berretto e dall’oceanico sorrisone, con un secondo disco che trasla leggermente le coordinate. Semplificando al massimo: se Oxnard era il suo album più hip hop, ecco che Ventura vede aumentate esponenzialmente le dosi di r&b e funk presenti. La sensazione è che il .Paak stia disperatamente provando a licenziare il suo personale What’s Going On, con risultati alterni, ma in questo caso, va detto, migliori rispetto all’uscita precedente. 

L’atmosfera, intendiamoci, è sempre quella: drink in mano e crepuscolo sul boulevard palmato, oceano di sfondo e la splendida signorina di turno morbidamente adagiata sul sedile della Cadillac. La produzione di Dre è vintage e perfetta quanto basta, le melodie irretiscono irrimediabilmente e il Nostro gigioneggia, bravissimo e super fico, in ogni dove. Ecco allora che si traveste da Nile Rodgers confezionando il singolo perfetto in Make It Better (dove si invita la signorina di prima a godersela senza rompere troppo le palle che sai, la vita è un attimo), e poi saltella scintillante tra un florilegio di coretti e archi (Reachin’ 2 Much), setosi groove (Winners Circle) e pettinati G-funk (Jet Black), tra un Curtis Mayfield e qualche spettro jacksoniano. Si sprecano i riferimenti a LeBron James (tra King James e Chosen One) – anche se per noi tifosi Lakers è dura anzichenò di questi tempi – e i momenti di puro hip hop sono relegati al serrato feat. di Andrè 3000 e a un bacino lasciato sulla tomba di Nate Dogg in chiusura di scaletta.

L’appuntamento con la Grandezza che tanto auspicavamo è, insomma, ancora rimandato, anche se Ventura sembra un timido passettino nella direzione giusta. Resta un disco davvero godurioso all’ascolto, ma su quello non c’erano del resto molti dubbi.

3 Maggio 2019
Leggi tutto
Precedente
Big Thief – U.F.O.F.
Successivo
L7 – Scatter the Rats

album

recensione

artista

Altre notizie suggerite