Recensioni

7.3

C’è sempre meno eleganza nel mondo. In particolare, c’è sempre meno eleganza nella musica, ancor più in particolare nella musica “pop”, e con pop ci riferiamo a una musica intellegibile (quasi) universalmente, comprensibile anche da chi non abbia determinati strumenti specifici per decrittare quel dato linguaggio. Nella musica latamente “pop”, insomma, sembra si proceda un tanto al chilo, preoccupandosi sempre meno di ricercare una forma personale, di agghindarla con meccanismi e trovate particolari, di farla rimanere in equilibrio formale, di misurarla con sapienza, per non dire poi di come arrangiarla, registrarla e produrla.

Ecco, l’esordio del duo toscano Ask The White sovverte tutto quello che s’è accennato sinora, un po’ alla maniera di Minus, il disco in solo di Blumberg, rendendo il pop – dovrebbe essere chiara, oramai, l’accezione in cui se ne sta parlando – qualcosa di sopraffino, di elegante, di non scontato né, mai sia, banale. E per farlo i due Ask The White – per le informazioni del caso, rimandiamo allo streaming dell’album avuto in esclusiva nei giorni scorsi – hanno giocato molto col concetto che sta alla base del disco e che ne fornisce il titolo: somma e sottrazione, addizione e riduzione, aggiunte e limaggi vari. Cosa che ci fa tornare in mente varie coppie dicotomiche classiche che a ben vedere si ritrovano in questo esordio; alto e basso, colto e popular, ricercato e minimale. Ci fermiamo semplicemente perché lo spazio di una recensione è limitato, ma crediamo che il concetto sia condivisibile.

In Sum And Subtraction su un canovaccio genericamente alt-folk si inerpicano, così, strutture elaborate, architetture visionarie, costrutti che ricordano frattali e che, mano a mano, a volte anche improvvisamente, si riducono a una serie di paesaggi sonori scarni, minimali, essenziali. Continue somme e sottrazioni fanno dunque di questo lavoro un organismo vivente in perenne mutazione e, al tempo stesso, un meccanismo statico, fisso e perfettamente funzionante, di cui perfetto paradigma è la doppietta iniziale You, Cloud / Neither A Moon: un intero universo di canzoni e referenti e riferimenti fusi insieme tra complessità e scelte sempre spiazzanti – litanie infantili, folk songs arcaiche, elettricità quasi epica, prog wyattiano, ecc… – che però mantengono sempre una coerenza e, di nuovo, una eleganza come difficilmente se ne incontrano. Disco da scoprire mano a mano, nei suoi più piccoli dettagli come nell’insieme del tutto.

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