Recensioni

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Quasi trent’anni di hip hop in Italia vogliono dire anche quasi trent’anni di Militant A, che nell’Onda Rossa Posse c’era e che nel 2016 – a cinquant’anni – sembra più in forma che mai e ben lungi dal volersi fermare o dal sentirsi arrivato. Mille Gruppi Avanzano, nono album in studio degli Assalti Frontali, è anche uno dei più riusciti del collettivo romano: quello che più colpisce è però come riesca, senza mai vacillare, a restituire l’attualità di un progetto che è storico forse come nessun altro nel panorama italiano, ma che ancora respira urgente e pulsante.

L’Oggi musicale nell’area HH vede la predominanza pressoché trasversale del fenomeno trap, soprattutto tra le nuov(issim)e generazioni, e poche o nessuna novità significative – tanto per forma quanto per qualità – su un versante più tradizionale (non necessariamente tradizionalista); un’eccezione a quanto detto sembrano essere la narrativa di Murubutu e gli esperimenti letterari del collettivo reggiano La Kattiveria. Ecco allora che un disco come MGA può palesarsi come importante, se non fondamentale, nel rappresentare un tassello irrinunciabile di un HH che non sembra esserci quasi più in un’ottica futura e futuribile. Stiamo parlando del cosiddetto rap impegnato, quello che quasi trent’anni fa muoveva dalle posse e dai centri sociali e che oggi sembra invece rappresentare un’incartapecorita vestigia di una lotta attiva che non c’è più, e che se riappare sembra ineluttabilmente anacronistica perché indissolubilmente legata a forme e modi espressivi che attuali non sono più.

In questo senso la vittoria di Militant A dà ancora più sollievo e soddisfazione. Perché un signore che non ha più nulla da dimostrare a nessuno riesce a scansare con questa classe il pericolo “effetto dinosauri” e ad avere l’apertura mentale e stilistica per licenziare un disco del genere; un lavoro dove il rap è vivo e attivo, sa essere (ancora) militante senza diventare – o restare – intransigente, e dialoga col mondo riuscendo a rimanere sé stesso. Senza voler fare la morale spicciola del “si stava meglio ieri”, anzi superandola con una bravura che è davvero appannaggio di pochi.

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