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Il vinile come oggetto d’arte? Che il futuro della musica stia nell’impreziosire artisticamente e artigianalmente il medium? Chiacchiere in libertà o forse no. Innegabile che la “rinascita” del vinile, certificata da dati di vendita non eclatanti ma tutto sommato in netta controtendenza con quello che è il trend negativo da almeno un decennio (se non due) del mercato musicale, passi anche attraverso la “personalizzazione” dell’oggetto in forme varie. Serigrafia e limited edition numerate sono tra le più utilizzate.

I due EP in oggetto rientrano appieno nella categoria, grazie soprattutto al lavoro di una Corpoc che li valorizza entrambi con serigrafie d’alto livello. I Bachi da Pietra rilasciano un 12” contenente estratti dalle session di Quintale che tutto sembrano tranne che outtakes di quell’album. Zero irruenza e un procedere sottotraccia, quasi in punta di strumento (al basso Favero, all’elettronica Rico Gamondi, con Dorella al piano e Succi a sussurrare), per una sensuale Tito Balestra al solito racconto d’alta scuola su terre lontane e mari a far da distanza. Sempre marittime, nel senso delle distanze, le atmosfere di Madalena, bluesaccio della solitudine sempre soffuso e sofferto. A chiudere, Baratto Resoconto Esatto (Settembre 2013), revisione/consuntivo dell’esperimento portato avanti ai tempi di Quintale con la bonus track  del disco (qualcosa in cambio della musica dei Bachi).

L’altro 12” è sempre single-sided e serigrafato, ma prodotto in collaborazione con Boring Machines. Il disco vede Alessio Gastaldello a.k.a. Mamuthones in splendida solitudine ricamare una suite ambiental-rituale in attesa del nuovo lavoro lungo. La title track consiste in un quarto d’ora di distese haunted tra lontane percussioni, gamelan dell’oltretomba, echi di frequenze radio sperdute nel vuoto delle profondità astrali e carillon alieni che sembrano posizionare il culto delle maschere pagane sarde in qualche lontano pianeta di un remoto sistema spaziale. Ovvio, per ciò di cui sopra ma soprattutto per il contenuto musicale, consigliare entrambi i dischi ai feticisti del vinile.

14 Dicembre 2013
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