• Mar
    01
    2019

Album

Boring Machines

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C’è una eleganza formale e una “struggenza” sostanziale, in questo nuovo disco di BeMyDelay, che quasi si stenta a credere a ciò che si sta ascoltando sin dalle note sparse, claudicanti, sospese nell’aria dell’iniziale Three Swords. Non che i precedenti ToTheOtherSide e Hazy Lights non fossero ottimi dischi, lavori diversi, con una spiccata personalità ed evidentemente legati a un percorso di (auto)consapevolezza e (auto)scoperta, ma in questo Bloom Into Night c’è un nitore e insieme un lirismo, un equilibrio tra gli apparentemente pochi elementi in campo, un senso di malinconia universale e di astrazione emotiva devastante a cui si fa fatica a sottrarsi.

Quasi che le otto canzoni che Marcella Riccardi in arte BeMyDelay ha affidato a questo suo terzo album lungo – questa volta in un trio vero e proprio col supporto di Vittoria Burattini (Massimo Volume) alla batteria e Dominic Vaccaro a.k.a. J.H. Guraj alla chitarra, oltre ai featuring di Egle Sommacal e Bruno Germano (Arto) qua e là – fossero una sorta di percorso emotivo-narrativo che sfrutta le coordinate apparentemente semplici di un folk-psych sempre sfasato, slabbrato, pronto a degradare in rivoli di psichedelia estatica e umorale; e che prende e salta di qua e di là dall’oceano al fine di catturare l’ascoltatore e gettarlo in una dimensione intimista e meditabonda, condividendo con lui note e stati d’animo, paesaggi sonori e poesia.

Gli intarsi di chitarra quasi in punta di plettro tra la responsabile della sigla e Guraj, il drumming non invadente e di contrappunto di Vittoria Burattini, i vuoti che costellano e fanno risaltare i suoni, sono tutti al servizio della voce cristallina, sofferta, emotiva, malinconica, lancinante a tratti al punto quasi da incidere la carne, di BeMyDelay; e tutto ciò contribuisce a fare di Bloom Into Night un disco di una bellezza abbacinante, di un lirismo sospeso e toccante fuori dal tempo e dallo spazio, classico nella accezione più pura e poetica del termine. Qualcosa di talmente poetico e semplice da rendere le brutture del mondo non qualcosa di bello, ma per lo meno qualcosa di più sopportabile.

22 Febbraio 2019
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