Recensioni

7.2

Tris di colonne sonore per Ben Frost. Andando con ordine: Dark: Cycle 1 (Original Music from the Netflix Original Series) e Dark: Cycle 2 (Original Music from the Netflix Original Series), già disponibili in digitale dalla scorsa estate e da non confondersi con la ost di Super Dark Times realizzata dallo stesso Frost qualche anno fa, sono infatti usciti in vinile lo scorso 22 novembre, assieme a Catastrophic Deliquescence (Music from Fortitude 2015-2018). L’attività di Frost come autore di soundtrack prosegue d’altronde in rilevante maniera parallela alla sua produzione in proprio (ricordiamo il monumentale A U R O R A del 2014, che inaugurava il sodalizio con Mute, e il più recente The Centre Cannot Hold del 2017, in attesa di ulteriori sviluppi in tal senso…).

I primi due volumi di Dark hanno senz’altro contribuito a rendere clamoroso il telefilm tedesco prodotto da Netflix (così come ha contribuito la sua sigla d’apertura, ovvero il pezzo di Apparat, Goodbye, cantato da Soap&Skin), in attesa della terza e ultima parte: soprattutto il Cycle 1, accompagnamento della più convincente prima stagione della serie, intriga con un mix di elettronica e orchestrazioni teso, strisciante, algido. Programmatico è il mistero emanato dall’iniziale Alles is miteinander verbunden, ma tutte le tracce in programma crepitano di un senso dell’epica fuori dal tempo, perfetto compendio per una trama ordita su un fitto intrico di paradossi temporali. Anche gli episodi di maggior introspezione, per esempio una Apokalypse con tasti cullanti, sono pervasi da un’ambient inquieta – che degenera nel crescendo di Kein DeLorean, nel noise semi-industrial soffocato a stento di Eine Reise Durch Die Zeit e addirittura martellante di Ich kann die Vergangenheit Ändern – oppure puntano sulla reiterazione ossessiva della medesima linea melodica, in perfetta scuola fanta-thriller (Das Ist Nicht Mikkel). Cycle 2, strettamente collegata, non è comunque da meno: la sorpresa cala leggermente poiché i temi principali ricorrono (Schwarze Materie, Bootstrap, Du Bist Ein So Guter Mensch), talvolta frammentati ed effettati con grande maestria, mentre subentrano esperimenti ritmici (Winden) e nuove ipnotiche linee sintetiche da incubo (Alles In Einer Endlosen Schleife). Nel complesso, voto unico – voto da top album – e un’oscurità da attraversare senza remore (7.4).

Catastrophic Deliquescence (Music from Fortitude 2015-2018), invece, è una raccolta del materiale composto da Frost per le tre stagioni di Fortitude, serie crime drama di Sky Atlantic ambientata al Circolo Polare Artico, capace di toccare argomenti quali cambiamento climatico e capitalismo e filmata parzialmente in quella Islanda dove risiede il musicista e producer di origini australiane, che non a caso cerca di restituire il senso del paesaggio e del pericolo incombente – quello causato dall’uomo – con la solita ed elegante, forse un po’ più canonica, alternanza di strumenti classici e digitali. Si aggiungono fiati naturalistici e percussioni d’azione. Ascolto massiccio, impegnativo se esplorato in blocco, slegandolo dalle immagini di riferimento: meglio rompere il ghiaccio poco a poco (6.9).

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette