• mar
    29
    2019

Album

Domino

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Quando si uniscono una tra le sinfonie più intense, toccanti e strazianti dell’intero Novecento e una tra le cantanti più iconiche, eleganti, austere e sfuggenti del panorama internazionale, beh, parlarne in termini oggettivi diventa una sfida con se stessi spesso impossibile da superare. Questo lavoro pubblicato da Domino con tanto di film in DVD come bonus nelle prime edizioni, rende al meglio la performance tenutasi a Varsavia, al National Opera Grand Theatre, il 29 novembre del 2014, con la cantante dei Portishead guidata, insieme all’Orchestra nazionale polacca, da Krzysztof Penderecki: come a dire, tre grossi calibri a confronto.

La sfida per la Gibbons non consisteva soltanto nell’affrontare una delle sinfonie in assoluto più struggenti del secolo scorso, pregna come è di sofferenza sacra e trascendente (la lamentazione della prima parte tratta da una raccolta del XV secolo e che vede la Vergine Maria implorare una risposta dal Cristo morente in croce), immanente e (dis)umana (la seconda parte incentrata sulla preghiera alla Madonna affidata da una vittima alle mura della sua prigione nazista), affettiva e materna (la terza, in cui una madre chiede la salma del figlio caduto in guerra). La vera difficoltà è stata rappresentata dal cimentarsi con una lingua, il polacco, che la Gibbons per sua ammissione ignora e su cui si è dovuta preparare per affrontare un simile cimento. E al minuto 12 e qualcosa del primo lato del vinile, Lento – Sostenuto tranquillo ma cantabile, quando quasi a metà del primo movimento, entra la sua voce, beh, l’oggettività di cui sopra va a farsi benedire e si resta ammaliati dall’intensità vibrante e dalla performance, liricamente sentita quanto visceralmente resa, della Gibbons. Delicata, stentorea, sognante, toccante, quasi eterea e pure tragicamente sofferente, la Gibbons dimostra di essere artista di primissimo livello in grado di cimentarsi con panorami sonori in apparenza lontani da quelli solitamente percorsi con una naturalezza e una partecipazione sconcertanti.

La versione offerta in questo disco non è quella rivisitata da Colin Stetson un paio d’anni fa col suo Sorrow. A Reimagining Of Gorecki’s 3rd Symphony; è una versione molto più fedele e “classica”, aderente, cioè, alla versione originaria del compositore polacco, ma ciò non toglie una stilla del potere evocativo, della forza dirompente, dell’umanità strabordante, della emotività tragica che la Sinfonia n.3 si porta in dote e che la presenza della Gibbons, si spera, possa “aprire” a un pubblico meno avvezzo a certe frequentazioni.

29 Marzo 2019
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