Recensioni

Dopo aver riempito in lungo e in largo i dancefloor di tutto il mondo con la loro 80s inspired analog house e regalato ottime perle al mondo della dj culture, tra cui più di un EP interessante, vedi Vision of Love, e quella Unreleased Tracks che ora ha finalmente un nome (Aura), il duo Bicep, composto da Andrew Ferguson e Matthew McBriar, arriva alla prima prova sulla lunga distanza in versione adult e senza grosse sorprese, ma proponendo, in una veste ben cucita e personale, una formula vincente.
Come spesso accade con produzioni come questa considerando protagonisti, usi e costumi, la tracklist è maggiormente indirizzata all’ascolto rilassato e meditativo, più che alla produzione di banger per il dancefloor. Del resto ai Bicep il gusto per la melodia e per le atmosfere angeliche non è mai mancato, e questo primo disco, che esce su Ninja Tune e non sulla personale Feel My Bicep, sta a dimostrare quanto i due vogliano allargare la fan base e farsi apprezzare anche da un pubblico maggiormente album oriented. A emergere è un ponderato equilibrio tra narrazione senza parole e una interpretazione di estetiche e ritmi 100% UK centrici. I due attingono tanto dalla trance (Aura, Opal) quanto dall’idm per disegnare le silhouette in riva all’oceano, così come dalla garage – con la quale sono emersi a inizio 10s – senza farsi mancare breakbeat, jungle e 2 step.
Si gioca totalmente di beautiful rewind tra melanconia e Budda Bar o anche etniche à la Future Sound Of London (Glue), e pertanto ci si butta d’esperienza nel cuore del “club meets cameretta” delle produzioni Four Tet e Caribou con crescendo trancey in sordina, legnosità in sincope, stacchetti di soli ritmi, ecc. (Opal, Rain). È tutto fatto con molta eleganza, tanto che è a Bonobo (le aperture sintetiche orientali di Ayama e Ayr) e alla tradizione downtempo della casa (anche nelle sue divagazioni più indo-etniche da cartolina) che vien spesso da pensare ascoltando operazioni come questa, nel bene e nel male.
Tra ritmi, scale e una brezza agrodolce, i Bicep portano a casa il risultato con consumata pacatezza dimostrandosi ottimi designer d’ambienti, forse un tantino asettici tocca dirlo, ma dall’eleganza impeccabile. Un disco solido. Anzi un prodotto funzionale alla mente e al cuore.
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