Caribou (CA)

Biografia

Nato nel 1978 a Dunas, in Canada, da genitori inglesi, Daniel Victor “Dan” Snaith, noto prima come Manitoba e poi Caribou, è il protagonista, assieme all’amico fraterno Kieran Hebden/Four Tet di una delle stagioni che più hanno influenzato la musica elettronica degli anni Zero, stagione caratterizzata da produzioni casalinghe per laptop, campionatore e una mentalità basata sulla stratificazione post-moderna di epoche, generi e stili.

Il suo percorso sonico inizia, nel 2001, con Start Breaking My Heart, un lavoro elettronico che risente di entrambe le wave del cambio decennio, la glitch music che guarda al pop e all’idm britannica, e la 2 step, influenze che mescola con un già riconoscibile gusto per il jazz e il quadretto narrativo. A partire da Up In Flames, passando per The Milk of Human Kindness, per finire con Andorra, seguono una serie di lavori che affondano le mani nel fermento folktronico dei primi 2000, corrente a cui Snaith affianca una visione ultra-lisergica (ma proverbialmente gentile) degli anni ’60 attraverso una corposa sezione ritmica e una girandola di riferimenti, da Brian Wilson ai Beatles, dagli Spacemen 3 a Beta Band, dai CAN ai Neu!, dai Mercury Rev ai Flaming Lips.

Parallelamente al generoso massimalismo sonoro, Caribou scivola, lavoro dopo lavoro, sia verso un personale formato canzone folk-pop, sia verso un approccio via via più “suonato” e organico, meno “processato”, tanto che quando tornerà all’elettronica e sperimenterà il ballabile, ispirandosi a un entusiasmante presente londinese (James Holden e Joy Orbison) senza dimenticare alcune lezioni soul del passato (Arthur Russell), pubblicherà l’album più riuscito e di successo della sua carriera, Swim. Un lavoro, pubblicato nel 2010, che inaugurerà anche una nuova fase compositiva e creativa. Contemporaneamente, infatti, il Nostro attiva Daphni, alias dance con il quale il canadese si dà alla passione per ritmi e sintetizzatori. Nel 2012 esce l’album Jiaolong, mentre Our Love, pubblicato due anni più tardi, il 7 ottobre 2014, segna il ritorno in stato di grazia attraverso un arioso lavoro di soulful dance che, in sede di recensione, viene incoronato disco dell’anno.

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