Recensioni

7.3

Sono arrivati i saldi! È da prendere un po’ così questa raccolta di 7 CD che riunisce tutte le uscite che la band dedita all’elettronica vintage ha messo in fila dal 2010 fino al 2016 e che finora erano disponibili solo in edizioni in vinile o in cassetta. In un altro contesto storico (leggasi: negli anni Novanta), avremmo visto questa mossa come una concessione “commerciale” per una band che ha sempre fatto dell’integrità della propria visione musicale un punto d’orgoglio, al punto da rifiutare in toto il digitale e utilizzare solamente strumenti (e strumenti di registrazione) rigorosamente analogici. Guardando l’operazione da un’altra prospettiva, potremmo invece dire che questi otto album sarebbero rimasti disponibili solamente per i fortunati che li avevano acquistati all’epoca, essendo in molti casi oramai reperibili solo nel giro dell’usato. Così, invece, Drag City mette a disposizione anche di chi ha conosciuto i Bitchin Bajas solamente per le recenti collaborazioni con Bonnie “Prince” Billy (il mediamente riuscito Epic Jammers and Fortunate Little Ditties) “45 hits” del “Wu-Tang Clan dell’elettronica psichedelica”.

Ci si immerge così nelle quattro parti di Zone o di Water, tra minimalismi figli dell’amore per Terry Riley (omaggiato direttamente in In T (for Terry)) e per il krautrock, oppure negli echi Popol Vuh di Trascendence e nelle ramificazioni esotiche di Asian Carp. Insomma, tra strumenti rielaborati, tweak-ati, manipolati e maneggiati con artigianale unicità, la raccolta è fondamentale per entrare in contatto con l’esplorazione cosmica della band o, per chi già dovesse avere tutto, organizzarsi un bel trip senza interruzioni di 6 ore e 42 minuti.

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