• Set
    14
    2018

Album

Domino

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Il loro mix in salsa elettro-pop di cantautorato introspettivo e metriche dancefloor li ha portati ad essere presenti nelle line-up dei festival più importanti al mondo, apprezzati in particolare da un pubblico in cerca di cassa dritta coperta da un velo di malinconia. Al secondo album – registrato a Laurel Canyon, Los Angeles, dopo aver scritto e testato il nuovo materiale in tour  – i Bob Moses, duo composto dai canadesi Tom Howie and Jimmy Vallance, non variano la formula ascoltata nel debutto Days Gone By (il disco della hit Tearing Me Up), anzi puntano ancor più su un pop elettronico che possa avere appeal radiofonico.

Non che l’ambizione del progetto sia da biasimare, ma il raggiungimento di tale obiettivo appiattisce il lavoro sugli stereotipi del genere non offrendo soluzioni melodiche degne di nota. Vocalizzi e coretti in stile Chris Martin dei Coldplay caratterizzano le parti cantate dei brani (Heaven Only Knows, Nothing But You) che, negli episodi più intimi, vedono Tom Howie alle prese con imitazioni di Thom Yorke o Moderat mentre, a livello produttivo, il disco si muove su stanche ritmiche in quattro tempi deep-house (Listen To Me), orchestrazioni sintetiche, sprazzi di chitarrine e giri al pianoforte che difficilmente potranno restare nella testa dell’ascoltatore (Selling Me Symphaty, Fallen From Your Arms).

Se aggiungiamo una scarsa ricerca sui testi, improntata su cliché e luoghi comuni «che – si legge in press release – riguardano le battaglie e i sacrifici della società», il risultato è che la seconda prova del duo si presenta priva di urgenza comunicativa e di trovate che possano permettere al gruppo di compiere il cosiddetto salto di qualità.

15 Settembre 2018
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